24 marzo 2026

Logo t24Il quotidiano Economico Toscano
menu
cerca
Cerca
Industria

24 marzo 2026

Assumono i lavoratori dell’azienda chiusa in cambio degli ordini: storico accordo all’Alba di Prato

I committenti accettano di cedere le commesse a una nuova società. Provincia e Cobas: “Un nuovo modello di lavoro”.

Alessandro Pattume
Il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai con alcuni lavoratori dell'Alba

Il presidente della Provincia di Prato Simone Calamai con alcuni lavoratori dell'Alba

Un nuovo capitolo per la filiera della moda. È quello scritto a Prato con la chiusura del tavolo convocato dalla Provincia per la risoluzione della vertenza ex “L’Alba”, che ha visto coinvolti 18 lavoratori rimasti senza occupazione e retribuzione dall’agosto scorso.

Il reintegro graduale dei lavoratori

La mobilitazione del Sudd Cobas e della Provincia, e il successivo coinvolgimento dei committenti, ha permesso un accordo che prevede il reintegro graduale dei lavoratori in un’azienda che si è resa disponibile all’assunzione e un accordo commerciale con ciascuno dei committenti per la ricollocazione delle commesse, così da rendere sostenibile il progetto di assunzione. «Un risultato esemplare per l’intero distretto manifatturiero pratese perché dimostra la forza e il valore di un sistema che non si fonda soltanto sulla legalità, ma anche sulla capacità di fare squadra – dice il presidente della Provincia Simone Calamai – Per la prima volta si è riusciti a dare una risposta concreta a una crisi aziendale di questa natura, attraverso un modello innovativo che può diventare un punto di riferimento».

Dai picchetti al “tavolo” della Provincia

Nell’agosto 2025 diciotto operai dell’azienda L’Alba di Montemurlo si mobilitano insieme al Sudd Cobas per denunciare le proprie condizioni di lavoro e pretendere un trattamento da contratto nazionale del lavoro. Organizzano presidi e picchetti, subiscono aggressioni, manifestano di fronte ai brand committenti chiedendo che tutti i soggetti coinvolti si prendano le proprie responsabilità.

Intanto il presidente della Provincia e sindaco di Montemurlo Simone Calamai convoca un tavolo per la risoluzione della crisi. Vuole trovare soluzioni concrete e impedire che la tensione aumenti ancora. All’inizio non sembrano esserci margini di manovra. Poi, piano piano, uno dopo l’altro, i committenti vanno a sedersi al tavolo e comincia un’altra partita. Che si sblocca definitivamente poche settimane fa: un’azienda, sul cui nome c’è un accordo di riservatezza, si fa avanti dicendosi disposta all’assunzione graduale dei lavoratori a patto che riceva dai committenti le commesse necessarie a rendere sostenibile e stabile il progetto.

L’accordo con la “misteriosa” azienda

 Si arriva al 16 marzo. Il Sudd Cobas si presenta in Provincia con l’accordo già firmato con l’azienda “misteriosa”. L’intesa prevede l’assunzione di una prima tranche di lavoratori a condizioni contrattuali migliorative e pienamente coerenti con il CCNL Tessile Abbigliamento Industria: assunzione a tempo indeterminato di nove lavoratori entro il 31 maggio 2026 – senza periodo di prova e con garanzie retributive equiparate al full-time – oltre alla definizione di un bacino con diritto di precedenza per le successive assunzioni. Due lavoratori, nel frattempo, hanno già trovato una nuova occupazione in autonomia.

L’ok al dialogo dei committenti

Ma gli accordi con i singoli committenti ancora non ci sono. E il presidente della Provincia si arrabbia, chiedendo a gran voce a Lanificio Nello Gori, Lanificio Roma, Artcrafts, Tessilform Patrizia Pepe, Dixie, Artic Fashion e Giupel di trovare un’intesa. Dopo una settimana e undici incontri, anche i committenti si presentano al tavolo con gli accordi già pronti.  

Il Sudd Cobas: ora una norma nel contratto nazionale

“È la prima volta che accade. E non sarà l’ultima”, esulta il Sudd Cobas, che parla esplicitamente di risultato “storico” e rilancia chiedendo a gran voce che “il principio su cui si basa questo accordo diventi norma vincolante per tutto il settore”, e cioè che “venga inserita nel contratto nazionale una clausola sociale per gli appalti della moda”. Per il Sudd Cobas il risultato dell’accordo è virtuoso da tutti i punti di vista. “Ricollocamento delle commesse ad un soggetto che rispetta il CCNL e ricollocamento dei lavoratori prima sfruttati,  l’accordo assicura lavoro e diritti agli operai L’Alba e allo stesso tempo scongiura il rischio che quelle stesse commesse nelle giungle di appalti e subappalti si ritrovino ad essere lavorate in nuove situazioni di sfruttamento. È una rivoluzione in un settore dove gli appalti e i subappalti hanno finora fatto in modo che troppi lavoratori venissero prima spremuti e poi buttati”.

La Provincia: un accordo modello per il settore

“Auspichiamo che questa esperienza possa rappresentare una buona pratica ed un punto di partenza per la gestione di analoghe situazioni di crisi nel distretto – aggiunge Calamai – in quanto ha dimostrato che un nuovo modello di lavoro, che sappia coniugare la dignità delle persone, i diritti e la qualità delle lavorazioni, è possibile solo se portato avanti attraverso l’impegno congiunto di tutte le parti coinvolte. La positiva conclusione di questo percorso conferma che nell’efficienza produttiva e nell’impegno etico risiede la vera forza di un territorio che guarda al futuro con coraggio e responsabilità».

I committenti: garantiti anche i clienti finali

Non se l’aspettavano nemmeno i committenti un risultato del genere. Ma poi hanno capito il valore dell’accordo. Lo spiega Alessandro Gattai, avvocato del Lanificio Nello Gori che per primo è andato a sedersi al tavolo in Provincia. «I committenti hanno colto subito l’occasione per poter contribuire non solo a risolvere un problema occupazionale degli ex dipendenti dell’Alba, ma anche l’opportunità di costituire insieme ad altri una filiera sana, nella quale si rispetti la legge e le norme, i contratti collettivi e che consenta di lavorare in un clima di serenità dove non vi sia un conflitto sociale che all’impresa non giova mai – spiega – Credo che questo tavolo abbia prodotto un risultato molto rilevante e che oggi i committenti possano spenderlo anche nei confronti dei loro clienti, per aver reso possibile un assetto che in qualche modo li preserva da futuri rischi di coinvolgimento in queste situazioni di responsabilità solidale del committente». 

Autore:

Alessandro Pattume

Potrebbe interessarti anche

Articoli Correlati


Industria

24 marzo 2026

Fucina Italia cresce e punta sul nucleare avanzato: “Faremo 20 assunzioni” 

Leggi tutto
Industria

24 marzo 2026

L’oro di Arezzo sull’altalena dei prezzi: clienti smarriti e affari bloccati

Leggi tutto
Industria

20 marzo 2026

Tessile, il Consorzio Pratotrade rinnova i vertici: Pestelli presidente

Leggi tutto

Hai qualche consiglio?

Scrivi alla nostra redazione

Contattaci