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23 giugno 2026

Banca Cambiano, parte la sfida da 40 milioni tra Iccrea e Cassa Centrale per diventare socio

Sarà scelto chi ha valutato di più l’istituto di Castelfiorentino e chi offre gli accordi commerciali migliori. Ecco tempi e modi.

Silvia Pieraccini
La sede fiorentina di Banca Cambiano

La sede fiorentina di Banca Cambiano

La competizione è partita: i due gruppi bancari cooperativi Iccrea (sede a Roma) e Cassa Centrale Banca (sede a Trento) sono passati dalle promesse (la manifestazione d’interesse) ai fatti, e hanno presentato all’advisor Rotschild l’offerta vincolante che li impegna a versare l’aumento di capitale da 40 milioni di euro deciso – a seguito di un’ispezione di Banca d’Italia – da Banca Cambiano, l’istituto nato a Castelfiorentino (Firenze) che ha appena rinnovato i vertici per diventare più trasparente ed essere meno agganciato alla politica locale, aprendo il capitale, sempre su spinta di Bankitalia, a un partner industriale che avrà tra il 10 e il 19%.

Una partita che si gioca su due piani

La partita tra i due contendenti si giocherà sul piano economico-finanziario e sul piano industriale. Sul primo fronte, peserà la valutazione data a Banca Cambiano, basata sull’offerta presentata per ciascuna azione (che determinerà la quota da acquisire). Sul secondo fronte, rileveranno gli accordi commerciali: che tipo di prodotti – assicurativi e/o finanziari – si propongono di vendere i due gruppi cooperativi attraverso i 44 sportelli di Banca Cambiano; se l’offerta prevede la gestione del backoffice o altri tipi di collaborazione.

L’Ente Cambiano deciderà chi sarà il socio

Chi sceglierà tra le due offerte, e quando? L’advisor Rotschild nei prossimi giorni avrà il compito di rendere le due offerte “confrontabili”; poi le trasmetterà a Banca Cambiano, ora guidata dal presidente Fausto Falorni e dal direttore generale Matteo Passini, che esprimerà un parere sulla parte industriale, considerato che, a seconda degli accordi da sottoscrivere, nei prossimi mesi dovrà procedere alla revisione del piano industriale 2026-2028; infine, la decisione sul socio sarà presa dall’azionista di riferimento della banca toscana, cioè l’Ente Cambiano guidato da Paolo Regini che, per 27 anni e fino a pochi giorni fa, è stato anche il presidente di Banca Cambiano. L’Ente Cambiano dovrà poi indire un’assemblea straordinaria per rinunciare al diritto d’opzione sull’aumento di capitale e diluire la propria quota oggi dell’85%.

L’ingresso del partner si concluderà entro l’anno

Dopo la scelta del partner, che avverrà con tutta probabilità entro luglio, il lavoro continuerà con la sottoscrizione dei patti parasociali e degli accordi commerciali (oltre che con la presentazione delle istanze alla Bce da parte del nuovo socio e della banca per l’aumento del capitale). Quel che è certo, a questo punto, è che Banca Cambiano si troverà come partner uno dei due gruppi cooperativi che aveva accuratamente voluto evitare nel 2016, quando – unica in Italia – scelse la ‘way out’ trasformandosi in spa (e spendendo 54 milioni di euro) proprio per non aderire ai gruppi Iccrea e Cassa Centrale Banca. “Ma ora la questione è diversa – hanno spiegato i vertici della banca – noi rimarremo autonomi e indipendenti e non entreremo in alcun gruppo cooperativo. Il socio sarà di minoranza e fornirà prodotti e servizi, portando competenze che, se ben integrate, faranno fare un salto in avanti”.

Redditività da migliorare

Banca Cambiano, che oggi conta 44 filiali in nove province e 450 dipendenti, ha chiuso il 2025 con un utile netto di circa sette milioni di euro (era stato 64 milioni nel 2024), un totale attivo di 4,3 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente e una raccolta in crescita del 2,4%. Gli impieghi sono rimasti stabili. Il patrimonio netto è di 287 milioni. Le coperture su crediti deteriorati sono arrivate a 47,9%, ancora inferiori alla media del sistema.

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Silvia Pieraccini

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