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21 marzo 2026

Bankitalia e Irpet: “Turismo e manifattura non sono in contrapposizione”

Al convegno sul settore in Toscana focus sul valore aggiunto “disperso” fuori dalla regione. il settore pesa l’8,5% del Pil.

Silvia Pieraccini
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Il turismo non va demonizzato perchè genera valore lungo tutta la filiera, ma va gestito – e qui entra in ballo la politica – per fare in modo che ne generi sempre di più, e che questo valore sia redistribuito alla collettività. E soprattutto, il turismo non va contrapposto alla manifattura perché i due settori possono – e devono – svilupparsi insieme.

Obiettivo: misurare l’impatto del settore

E’ il messaggio uscito dal convegno sul turismo in Toscana organizzato a Firenze dalla Banca d’Italia con l’Irpet, l’istituto regionale per la programmazione economica della Toscana, che ha cercato di misurare l’impatto del settore sul valore aggiunto, sulla produttività, sui salari e sull’abitare, grazie agli interventi di ricercatori e professori universitari. Le presenze turistiche (cioè i pernottamenti) nel 2024 in Toscana sono state 46,2 milioni (per oltre la metà straniere), cui devono aggiungersi 16,4 milioni di presenze nelle abitazioni affittate a fini turistici.

La spesa turistica in Toscana è 15,7 miliardi di euro

La domanda turistica – ha spiegato Leonardo Ghezzi dell’Irpet – alimenta in Toscana 15,7 miliardi all’anno di spesa effettiva di incoming (tra alberghi, ristoranti, commercio, trasporti, manifatturiero e servizi privati), riferita a chi arriva da fuori regione. Questa spesa turistica attiva 10,5 miliardi di valore aggiunto, creato soprattutto nel mondo dei servizi. Ma un’altra bella fetta – che vale più di quattro miliardi di euro – viene generata dal turismo toscano fuori dalla regione, nel resto d’Italia: la dispersione di valore aggiunto riguarda il settore manifatturiero (oltre 700 milioni) e i servizi alle imprese. Se i turisti che arrivano in Toscana arrivassero in Lombardia, creerebbero 1,1 miliardi di valore aggiunto in più, cioè 11,6 miliardi di euro. “In Toscana si trattiene il 72% della domanda turistica, mentre in Lombardia si arriva all’80%. La completezza del sistema economico conta”, ha spiegato Ghezzi.

Il turismo toscano vale l’8,5% del Pil

Il valore aggiunto generato dal turismo toscano è pari all’8,5% del Pil, percentuale che supera il 10% se si considerano anche i turisti toscani che frequentano la Toscana. “Grazie al turismo è come se avessimo 1.000 euro di reddito disponibile per ogni toscano – ha aggiunto il direttore dell’Irpet, Nicola Sciclone – ma dobbiamo continuare ad alimentare la nostra pluralità di specializzazioni turistiche con investimenti in infrastrutture, tecnologie digitali, formazione”. Tra le criticità del turismo c’è il lavoro: forte è l’incidenza del lavoro “povero” (salari bassi, inferiori alla media). “Il turismo favorisce modelli di crescita labour intensive, in cui aumenta l’occupazione ma non aumenta la produttività”, ha spiegato Laura Conti di Bankitalia.

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Silvia Pieraccini

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