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18 giugno 2026

Concia, la produzione del distretto di Santa Croce segna -5,1% nel 2025

Contesto ancora incerto, ma la competitività tiene. Lo tsunami giudiziario ha fatto perdere opportunità di sviluppo.

Silvia Pieraccini
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“Contesto economico ancora caratterizzato da elementi di incertezza”. L’assemblea annuale dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno (Pisa) – che si è svolta martedì 16 giugno a pochi giorni dall’assemblea dell’Unione nazionale industria conciaria (Unic) tenutasi sempre a Santa Croce – ha ribadito le difficoltà che il distretto toscano, specializzato nella lavorazione di pelli per la moda di lusso, sta attraversando ormai da oltre tre anni, mostrando però volontà di reazione. “Nonostante tutto abbiamo mantenuto la competitività”, ha detto il presidente dei conciatori, Riccardo Bandini.

Scendono anche imprese e addetti

Il distretto conciario di Santa Croce ha chiuso il 2025 con un calo della produzione del 5,1% (a 1,4 miliardi di euro) e dell’export del -5,4%, e una contrazione di imprese (oggi sono 390, -3,2%) e di addetti (quasi 5.600, -0,9%). A livello nazionale il calo produttivo del settore conciario è stato del -5,8% (a 4 miliardi di euro), quello delle imprese sempre del -3,2% (a quota 877), mentre gli addetti sono diminuiti del 2% (a 17.445). Quello toscano è il secondo distretto conciario italiano per dimensione dopo Arzignano, in Veneto; seguono la Campania e la Lombardia, da cui proviene il nuovo presidente di Unic, Alessandro Iliprandi della conceria Bonaudo.

Capacità di adattamento mostrata dal distretto

“Le difficoltà registrate dal comparto – ha sottolineato Bandini – sono determinate da diversi fattori, come le variabili legate all’instabilità geopolitica e ai cambiamenti nelle abitudini al consumo. Il distretto ha però dimostrato nel tempo una significativa capacità di adattamento, sostenuta anche dall’organizzazione consortile che ne rappresenta una caratteristica distintiva”.

Lo tsunami giudiziario

Pochi giorni fa, all’assemblea di Unic di venerdì 12 giugno, lo stesso presidente di Assoconciatori ha ricordato anche come “il nostro comparto sta attraversando un momento critico in seguito dello tsunami giudiziario che ci ha profondamente provato”. Il riferimento è all’inchiesta sullo smaltimento dei residui del trattamento dei fanghi conciari (il cosiddetto keu) scoppiata nell’aprile 2021, che ha coinvolto imprenditori e politici. Un’inchiesta che a Santa Croce ha lasciato un segno profondo “gettando fango su un comparto il cui impegno ambientale e etico non è mai stato in discussione”, ha ricordato il presidente uscente di Unic, Fabrizio Nuti, nella sua relazione all’assemblea. “Incredulo e annichilito – ha aggiunto – il distretto si è battuto per riconquistare la dignità che gli era dovuta e, dopo cinque anni, si è giunti alla conclusione che nessuna responsabilità è attribuibile al consorzio Aquarno e al consorzio Depuratore per la contaminazione da keu, ed è caduta l’accusa di associazione a delinquere”. Le ferite però non sono scomparse: “La vicenda ha fatto perdere opportunità di sviluppo a livello consortile – ha ammonito Nuti – ma non importa: saranno ritrovate”.

Il doppio compleanno

L’Associazione Conciatori di Santa Croce ha celebrato, in occasione dell’assemblea, i 50 anni di vita “che si intrecciano con la crescita e la trasformazione del comprensorio toscano”, mentre Unic, sempre in occasione dell’assemblea, aveva festeggiato gli 80 anni di attività.

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Silvia Pieraccini

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