La proverbiale notizia al primo rigo, per gli osservatori meno pratici della zona, è che il progetto di potenziamento dell’aeroporto di Firenze non è l’unico tema di spiccata rilevanza economica della campagna elettorale per le elezioni amministrative a Sesto Fiorentino. E sebbene sia il più interessante per chi vive al di fuori del perimetro comunale, per i quasi 50mila abitanti della città più popolosa della Piana fiorentina – l’unica al voto fra una settimana, nell’area metropolitana, insieme a Figline e Incisa Valdarno – contano molto anche la futura tramvia, la riqualificazione delle aree industriali, il rilancio del commercio di vicinato nel centro cittadino. Con le piccole imprese che chiedono sostegno, anche a fronte del peso di imposte come la Taric sui rifiuti: un nervo scoperto, nel comune che ha ripudiato il progetto di termovalorizzatore di Case Passerini.
Sforzi favorito, ma il suo campo non è così largo
Questioni che, secondo i pronostici della vigilia, dovrà affrontare nel prossimo quinquennio Damiano Sforzi, 53 anni, da dieci assessore all’urbanistica nelle giunte di Lorenzo Falchi. Consigliere comunale da metà anni ’90 in quota Pds-Ds, uscito dal Pd negli anni del renzismo, guida la lista civica Per Sesto ed è appoggiato da Pd, Avs e M5s, un terzetto che alle ultime regionali ha portato in dote a Eugenio Giani oltre il 62% dei voti in città. Sforzi punta sulla continuità con il decennio di Falchi, puntando su servizi, mobilità sostenibile, Cer e transizione ecologica, mentre sull’aeroporto resta contrario all’ampliamento, anche dopo la rettifica del decreto di Via, tanto da aver preannunciato da parte del Comune di Sesto Fiorentino un ricorso al Tar nel caso in cui vincesse le elezioni e diventasse sindaco.
Sforzi tuttavia ha due spine nel fianco, rimaste fuori da questo campo largo alla sestese. C’è il portabandiera di Casa Riformista, l’ex vicesindaco Alessandro Martini, il quale cerca di fare breccia fra i riformisti Pd che non hanno gradito l’indicazione di Sforzi, arrivata dai partiti senza il passaggio dalle primarie. E c’è l’assessora uscente Beatrice Corsi, che corre per il movimento ambientalista Ecolò con l’appoggio di ‘Sesto Collettiva’ (Rifondazione comunista e Possibile), fuori dal campo largo contestando proprio le mancate primarie. Soprattutto ai loro risultati sembra legata la vittoria o meno al primo turno di Sforzi, più che ai consensi che sapranno ottenere la candidata del centrodestra Stefania Papa, responsabile professioni di FdI in Toscana, e il candidato civico Daniele Brunori.
La nuova pista non ha un vero alfiere del sì
Sull’aeroporto le posizioni sono note e consolidate per tutti: contrario Sforzi; contraria Corsi, che chiede una visione diversa anche sui temi del consumo di suolo rivedendo gli strumenti urbanistici se necessario, investendo sul verde e sul ripristino della biodiversità; contrario Brunori, che rimprovera a Sforzi l’appoggio del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, favorevole alla nuova pista. Più che favorevoli, sono “non contrari” Martini e Papa: secondo il primo, il potenziamento di Peretola “può portare sviluppo se avrà determinati elementi che tutelano l’ambiente”; la seconda ritiene che lo scalo “necessiti di essere messo in sicurezza, e come tale lasciamo agli organi preposti l’attuazione di merito”, chiedendo al tempo stesso compensazioni per la città.
I contrari sono scesi in piazza sabato 16 maggio, con un corteo di comitati, associazioni, cittadini ma anche amministratori locali che è partito e tornato dal Polo scientifico di Sesto dopo essere arrivato in piazza della Chiesa, con centinaia di partecipanti – duemila secondo gli organizzatori. L’ex sindaco Lorenzo Falchi, ora capogruppo di Avs in Consiglio regionale, conferma che il primo atto della nuova giunta con Sforzi sindaco “sarà quello di aggiornare e integrare il ricorso al Tar, adeguandolo alle ultime modifiche apportate al decreto”.
Trasporti e urbanistica, le richieste delle imprese
E un po’ a sorpresa l’aeroporto non rientra fra le priorità presentate ai candidati dalle imprese del presidio territoriale Fiorentina Nord di Confindustria Toscana Centro e Costa. Sul fronte delle infrastrutture le aziende chiedono piuttosto “navette, piste ciclabili sicure e passaggi pedonali che colleghino efficacemente le stazioni ferroviarie alle aree produttive“, ma la prima richiesta in assoluto è quella di “regole urbanistiche uniformi per tutta l’area della Piana”. Il mismatch fra domanda e offerta di lavoro spinge l’istanza di valorizzare scuole tecniche sul territorio e creare percorsi di orientamento, e le recenti alluvioni spingono l’associazione a chiedere sicurezza idrogeologica per il territorio. E la sicurezza viene indicata come elemento fondamentale per l’attrattività delle zone industriali, con l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la promozione di servizi complementari nelle aree produttive, come asili nido e punti ristoro.
Proprio la riqualificazione di zone industriali come Osmannoro e Querciola-Volpaia è fra i temi emersi con più forza in un dibattito con i candidati organizzato la scorsa settimana da Cna Piana Fiorentina: viabilità adeguata, servizi per lavoratori e aziende, connettività e sicurezza sono le richieste principali. Rimasta in ombra, sempre in tema di zone industriali, l’ipotesi di ampliamento dello stabilimento Eli Lilly di Quinto Basso, che l’azienda lega peraltro all’adozione dei propri farmaci antidiabetici di ultima generazione da parte del sistema sanitario pubblico: dopo lo spostamento del liceo Agnoletti nell’area del Polo Scientifico, un ulteriore allargamento della fabbrica sarebbe impegnativo per il territorio. Difficile immaginare per esempio un’espansione verso nord-ovest, dove oggi si trova l’attuale stadio di atletica.
Tutti vogliono il tram, ma il tracciato proposto divide
Lo stabilimento farmaceutico che occupa oltre 1.800 addetti è ormai l’industria chiave della città: il successo mondiale del Tirzepatide, farmaco antidiabetico efficace anche per combattere l’obesità prodotto proprio nel sito di via Gramsci, ha portato l’export di Lilly da Firenze a quota dieci miliardi di euro nell’ultimo anno. Quella che fu invece l’azienda più iconica della città, la Ginori salvata da Kering oltre dieci anni addietro, è in acque tranquille ma ancora il suo Museo non riapre: tutti i candidati puntano sul suo rilancio, ma la polemica politica – nata dalla nomina governativa dell’avvocato Marco Corsini al posto dello storico dell’arte (e polemista) Tomaso Montanari – li divide.
La realizzazione della linea tramviaria per Sesto trova tutti i candidati favorevoli, ma è il tracciato a dividere: Brunori e Papa sono contrari al capolinea in centro (piazza Spartaco Lavagnini), con la candidata del centrodestra che vorrebbe piuttosto un passaggio dall’Osmannoro – da dove però dovrebbe transitare la tramvia Prato-Firenze, nelle intenzioni della Regione; Corsi a sua volta preferirebbe che il tram si addentrasse nel Polo Scientifico, dove per ora è prevista solo la fermata a servizio del liceo Agnoletti. In centro, invece, tutti d’accordo sul riportare negozi, servizi culturali, spazi per i giovani.
Leonardo Testai