Dopo una prima parte dell’anno in chiaroscuro, ricavi e utile in crescita a doppia cifra a fine 2025 per ErreDue, l’azienda livornese dei generatori di gas tecnici fra cui l’idrogeno, con una struttura patrimoniale solida e un portafoglio ordini che sostiene le prospettive per il 2026-27. Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre dell’anno scorso, proponendo anche la distribuzione ai soci di un dividendo da 0,20 euro per azione: il payout ratio si attesta al 37,98%.
Il portafoglio ordini, pari a circa 36 milioni, è per il 65% riferito al 2026 e per il restante 35% al 2027, trainato dalla transizione energetica e dalla ripresa dei mercati tradizionali. “I risultati dell’esercizio 2025 confermano la solidità e la qualità del percorso di crescita intrapreso da ErreDue, con indicatori economici in aumento e ricavi in significativo incremento in tutte le aree di business”, hanno commentato i due amministratori delegati Enrico D’Angelo e Francesca Barontini.
Per crescere serve il nuovo stabilimento (entro metà 2026)
Nel dettaglio, i ricavi delle vendite e delle prestazioni si attestano a 19,4 milioni di euro, in aumento del 21,8% rispetto ai 15,9 milioni del 2024, mentre il valore della produzione raggiunge 21,9 milioni (+14,9%). L’Ebitda è pari a 5,7 milioni (+12,1%), con un margine del 29,5%, in lieve flessione rispetto al 32% dell’anno precedente per effetto del mix di prodotto e dell’incremento dei costi operativi legati alla crescita. L’Ebit sale a 3,8 milioni (+25%), mentre l’utile netto si attesta a 3,3 milioni, in crescita del 21,6% rispetto ai 2,7 milioni del 2024. La posizione finanziaria netta resta positiva per 14,7 milioni, pur in riduzione rispetto ai 17,3 milioni dell’esercizio precedente per effetto degli investimenti, e il patrimonio netto sale a 34,5 milioni.
Sul fronte patrimoniale, le immobilizzazioni raggiungono 17,4 milioni (12,0 milioni nel 2024), con investimenti netti per 7,3 milioni concentrati soprattutto sul nuovo stabilimento produttivo. E guardando alle prospettive, la società indica proprio nel trasferimento nel nuovo sito produttivo, previsto entro il primo semestre del 2026, il principale driver di crescita. “Ci consentirà di aumentare i volumi – affermano D’Angelo e Barontini -, migliorare ulteriormente l’efficienza e rafforzare il nostro modello di integrazione verticale”, anche per tornare a espandersi all’estero. “Dopo una fase – sostengono gli amministratori – in cui, anche alla luce del contesto geopolitico e dei vincoli produttivi, abbiamo scelto di consolidare la nostra presenza in Europa, oggi siamo pronti a tornare a crescere con decisione sui mercati internazionali, come dichiarato in fase di Ipo”. (lt)