L’export della Toscana continua a crescere e nel primo trimestre 2026 segna +30,2% tendenziale (+1,3% la media italiana) passando da 16,5 a 21,5 miliardi di euro. A trainare sono ancora, come successo nel 2025, i farmaci (+20,7%) e – soprattutto – i lingotti in oro da investimento (+200%), prodotti da una manciata di aziende aretine e esportati nelle banche svizzere. Dei cinque miliardi di crescita, un miliardo è dato dalla farmaceutica (passata da 4,4 a 5,4 miliardi) e quattro miliardi dai lingotti (passati da quasi 2 a oltre 6 miliardi di euro). I dati regionali sono stati resi noti dall’Istat oggi, 11 giugno.
Tessile ancora giù, risorgono abbigliamento e pelle
Senza il traino di queste due voci, l’export della Toscana sarebbe negativo perché gran parte degli altri settori arretra nel periodo gennaio-marzo (prodotti alimentari -14,7%; bevande -7,9%; tessile -3,5%; carta -10,7%, mezzi di trasporto -35,8%). Il segno “più” torna a spiccare negli articoli in pelle (+13,4%) e nell’abbigliamento (+13,5%), oltre che nei macchinari (+16,9%).
La crescita dell’export produce scarso valore aggiunto
A oscurare un dato apparentemente positivo come il +30,2% sono due fattori: il boom di un settore a basso valore aggiunto come i lingotti, industria che impiega pochi addetti e il cui fatturato è legato a stretto filo alle quotazioni dell’oro; e l’aumento delle importazioni di principi attivi e materie prime farmaceutiche (da 3,7 a 4,9 miliardi di euro nel primo trimestre), che ridimensiona l’apporto dato dall’industria farmaceutica. Non a caso Bankitalia, presentando pochi giorni fa il Rapporto 2025 sull’economia toscana che descrive un quadro preoccupante, ha sottolineato che l’export in forte crescita “interamente dovuto a farmaceutica e metalli preziosi, ha un impatto contenuto sul valore aggiunto per le caratteristiche di questi settori”.
Giani: “Metalli preziosi e farmaci sono comparti ad altissimo valore aggiunto”
Di opinione diversa il presidente della Regione, Eugenio Giani che, appena visti i dati Istat sull’export del primo trimestre, ha commentato: ““La performance della Toscana è trainata in prima battuta dalle nostre eccellenze nei settori dei metalli preziosi e della farmaceutica, comparti ad altissimo valore aggiunto tecnologico e manifatturiero che continuano a conquistare i mercati internazionali. Dietro a questi numeri non ci sono solo statistiche, ma il lavoro, l’ingegno e il coraggio delle nostre imprese, delle lavoratrici e dei lavoratori toscani”. E ancora: “Come Regione continueremo a fare la nostra parte, sostenendo l’internazionalizzazione, l’innovazione e la transizione ecologica e digitale delle nostre aziende. Questi dati ci confortano, ci rendono orgogliosi e ci spingono a guardare al futuro della Toscana con assoluta fiducia”.
Silvia Pieraccini