Mentre i riflettori internazionali di Pitti Uomo illuminano Firenze e riportano in città buyer, marchi e operatori da tutto il mondo, la moda italiana continua a fare i conti con una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Il rallentamento del lusso, la contrazione degli ordinativi, le tensioni geopolitiche e la trasformazione dei mercati stanno mettendo sotto pressione una filiera che in Toscana rappresenta uno dei principali motori economici e occupazionali.
È in questo scenario che giovedì 18 giugno torna Future For Fashion, l’appuntamento promosso da Confindustria Toscana Centro e Costa e dal Centro di Firenze per la Moda Italiana, arrivato alla quinta edizione. Il tema scelto quest’anno – “Moda: valori, talento ed esperienze” – prova a guardare oltre la congiuntura e a interrogarsi sulle leve che potranno sostenere la competitività del Made in Italy nei prossimi anni.
Ad aprire i lavori saranno il presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro, a conferma del peso che il comparto continua ad avere per l’economia del territorio.
Uno dei temi centrali sarà quello dello scenario internazionale. L’analista geopolitica Greta Cristini offrirà una lettura dei nuovi equilibri globali, sempre più determinanti per un settore che vive di export e che oggi deve confrontarsi con guerre, dazi, instabilità dei mercati e cambiamenti nei consumi.
Al centro della giornata anche il confronto tra alcuni dei principali rappresentanti del sistema moda italiano. Sul palco saliranno Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, e Stefania Lazzaroni, direttrice generale di Altagamma. Un confronto atteso in un momento in cui il settore cerca nuove strategie per rafforzare la propria competitività senza rinunciare ai valori distintivi della manifattura italiana.
Spazio anche al ruolo delle fiere e degli eventi internazionali con il presidente di Pitti Immagine Antonio De Matteis, mentre una parte dei lavori sarà dedicata alla sostenibilità e alle nuove normative europee, temi destinati a incidere in modo crescente sull’organizzazione delle imprese.
Più che una semplice conferenza, Future For Fashion si propone così come un momento di riflessione collettiva per una filiera che sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Una discussione che parte da Firenze ma riguarda uno dei comparti più importanti dell’industria italiana, chiamato oggi a trovare nuove strade per crescere in un contesto globale sempre più competitivo e incerto. (cm)