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Formazione

05 febbraio 2026

Infortuni sul lavoro in calo nel 2025, la Cgil chiede più formazione

Il -0,9% sul 2024 poteva essere superiore senza gli incidenti ‘in itinere’, mentre avanzano le malattie professionali.

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In Toscana nel 2025 gli infortuni sul lavoro calano un po’, mentre le malattie professionali accelerano con forza. E’ il quadro che emerge dai dati diffusi da Inail, letti alla luce di uno stock di occupati in lieve crescita: secondo il rapporto di Ires Toscana gli occupati sono infatti passati da 1,657 a 1,661 milioni di unità. “Sulla salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici abbiamo tutti da lavorare molto – ha commentato Mirko Lami (Cgil Toscana) – a partire dalla formazione dopo la scuola, cioè da quando si inizia a lavorare, con una formazione che deve essere fatta ogni volta che si cambia lavoro”.

Stabile la conta dei morti, 67 in un anno

Sul fronte degli infortuni sul lavoro denunciati (escluso il dato relativo agli studenti), il 2025 si chiude con 42.316 casi contro i 42.715 dell’anno precedente, pari a un calo di circa lo 0,9%. La riduzione è concentrata negli eventi in occasione di lavoro, che scendono da 34.701 a 33.901 casi, mentre gli infortuni ‘in itinere’ crescono da 8.014 a 8.415, segnalando una maggiore esposizione al rischio nei tragitti casa-lavoro.

“A preoccupare, in particolar modo – sostiene Lami -, è il fatto che l’incremento degli infortuni sia trainato soprattutto dalle fasce di età più avanzate tra i 60 e i 69 anni, che salgono del 12%. Si tratta di casi che riguardano, “persone che hanno un’età in cui dovrebbero essere già in pensione eppure, sia per l’inasprimento dei requisiti di accesso da parte del governo, che per ragioni economiche sono costrette a continuare a lavorare”. La conta dei morti rimane invariata: 67 decessi sia nel 2024 sia nel 2025, con una lieve ricomposizione interna tra casi in itinere (da 18 a 17) e in occasione di lavoro (da 49 a 50).

Boom per le malattie del sistema osteomuscolare

Se gli infortuni sul lavoro appaiono in linea con l’anno precedente, il vero scatto avviene sul versante delle malattie professionali: le denunce in Toscana passano da 13.714 nel 2024 a 16.452 nel 2025, con un incremento di circa il 20%, nettamente superiore alla dinamica dell’occupazione. L’aumento interessa sia gli uomini (da 9.967 a 11.980 denunce) sia le donne (da 3.747 a 4.472). Il quadro territoriale mostra una crescita diffusa, con picchi significativi in alcune province. Arezzo passa da 1.310 a 1.941 denunce, Grosseto da 915 a 1.250, Pisa da 2.907 a 3.576. Lucca registra un aumento da 2.706 a 2.991 casi, mentre Siena sale da 456 a 655. Firenze, pur restando uno dei poli principali, cresce in modo più contenuto (da 1.165 a 1.360), e Massa-Carrara si mantiene sostanzialmente stabile.

L’industria e i servizi concentrano la quota principale dei casi, saliti da 12.094 a 14.430, ma anche l’agricoltura registra una crescita da 1.536 a 1.903 denunce. A livello diagnostico, la voce dominante restano le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo: da 7.736 a 9.644 casi in un anno, a conferma del peso dei disturbi legati a movimenti ripetitivi, posture incongrue e carichi fisici. In aumento anche le patologie del sistema nervoso, che passano da 1.106 a 1.334 denunce, e i disturbi psichici e comportamentali, da 53 a 70 casi, segnale di un disagio che comincia a emergere anche nelle statistiche ufficiali. (lt)

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