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19 giugno 2026

La sfida dell’Olio Toscano Igp: primo nel settore in Italia a dotarsi della relazione di sostenibilità

Il Consorzio vuole arrivare alla campagna 2027 con uno strumento in grado di misurare e certificare l’impatto ambientale, sociale ed economico della filiera.

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Essere il primo consorzio dell’olio in Italia a dotarsi di una relazione di sostenibilità. È l’obiettivo che si è dato il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano IGP, che punta ad arrivare alla campagna olearia 2027 con uno strumento capace di misurare e certificare le performance ambientali, sociali ed economiche dell’intera filiera.

L’annuncio è arrivato durante l’assemblea annuale del Consorzio, riunita alla Certosa di Firenze alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras. Il progetto coinvolge quasi 8mila soci, rappresenta circa 7 milioni di piante di olivo distribuite sul territorio regionale e nasce nell’ambito della nuova normativa europea sulla Dop Economy, che attribuisce ai consorzi un ruolo sempre più centrale nella promozione della sostenibilità.

«Ci siamo prefissati l’obiettivo di essere il primo consorzio di tutela del comparto oleario a denominazione a produrre una relazione di sostenibilità», spiega il presidente Fabrizio Filippi. «Non è un adempimento obbligatorio, ma crediamo sia importante offrire ai consumatori un ulteriore elemento di distintività insieme a qualità, origine e tracciabilità».

La relazione sarà costruita attraverso indicatori oggettivi elaborati con il contributo del Pin di Prato e dell’Università di Firenze: dal consumo di acqua ed energia per produrre un litro di olio alla diffusione del biologico, fino alla presenza di imprese guidate da donne.

Secondo il Consorzio, la sostenibilità certificata rappresenta un’opportunità per rafforzare il posizionamento dell’olio Toscano IGP sui mercati internazionali, contrastare il fenomeno del greenwashing e offrire ai consumatori informazioni verificabili sull’intera filiera produttiva.

La campagna appena conclusa si è chiusa con circa 22mila quintali di prodotto certificato. Ora la sfida è aggiungere alla qualità, all’origine e alla tracciabilità un nuovo elemento distintivo: la sostenibilità misurata e documentata. (em)

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