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21 aprile 2026

Liberty Magona ancora nel limbo, Trasteel ha presentato la richiesta per l’affitto

Nuovo round al Mimit: dal Tribunale di Firenze altri 60 giorni di tutele per la procedura della composizione della crisi.

Leonardo Testai
L'ingresso dello stabilimento Liberty Magona di Piombino

L'ingresso dello stabilimento Liberty Magona di Piombino

Nessun rinvio stavolta, ma nemmeno la fumata bianca attesa: al tavolo del ministero per le Imprese e il Made in Italy Trasteel ha confermato di avere formalmente presentato la richiesta di affitto di ramo di azienda per Liberty Magona, e di essere successivamente pronta per l’aumento di capitale sociale per diventare azionista di maggioranza ed arrivare all’acquisizione della proprietà dello stabilimento di Piombino. Tuttavia manca ancora l’assenso di Liberty Steel, con il pressing degli avvocati italiani che seguono la procedura del fallimento della banca Greensill – il principale finanziatore del gruppo – perché arrivi in tempi certi una risposta alla proposta economica presentata.

Il Tribunale dà altri due mesi di tempo

La decisione del Tribunale di Firenze, che ha prorogato per altri 60 giorni le tutele della procedura della composizione della crisi, va letta come un assist alla trattativa, per arrivare sia all’affitto che all’aumento delle quote azionarie per la definitiva cessione. Secondo quanto riportano Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, il governo interverrà nelle prossime ore “per una sorta di pressione diplomatica”. Nel frattempo, la proposta del Mimit è quella di riconvocare il tavolo entro un paio di settimane. Il direttore dello stabilimento Liberty Magona, Lino Iallorenzi, ha confermato che sono stati pagati i saldi degli stipendi di marzo e ha garantito il pagamento dello stipendio di aprile con regolarità.

“L’azienda Trasteel ha dichiarato che la proposta di 45 milioni è quella definitiva – sottolineano i sindacati – e ha ribadito che non è assolutamente modificabile, non accettando di essere messi sotto ricatto. Come organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm abbiamo detto che questo percorso va agevolato in tutti i modi perché non si può speculare sulla vita di 500 lavoratori e non è possibile che chi ha creato questa situazione non abbia ancora dato una risposta che possa fare uscire la vertenza da questa incertezza. Per quanto riguarda i futuri stipendi e la produzione, abbiamo chiesto certezze perché serve garanzie e si deve tornare a Piombino a parlare di lavoro”.

E Trasteel punta allo sbarco sul Nasdaq

Trasteel a sua volta è impegnata in un’operazione complessa: nei giorni scorsi è stata infatti annunciata la firma di un accordo di fusione con la Spac Sizzle II, società con sede alle Isole Cayman, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del 2026 alla quotazione del gruppo sul Nasdaq, l’indice dei titoli tecnologici della borsa di Wall Street. L’auspicio espresso da Iallorenzi è che per il mese di giugno lo stabilimento possa lavorare direttamente per Trasteel partendo dalle 4.400 tonnellate di materiale presente in azienda.

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Leonardo Testai

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