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31 marzo 2026

LuisaViaRoma tratta con investitori (vecchi e nuovi) per cedere l’azienda

Dopo la richiesta di concordato semplificato, ci sono 60 giorni di tempo per il salvataggio. I sindacati temono la cassa integrazione per cessazione.

Silvia Pieraccini
Una delle vetrine irriverenti di LuisaViaRoma

Una delle vetrine irriverenti di LuisaViaRoma

Non ci sono schiarite nella crisi finanziaria di LuisaViaRoma, l’azienda fiorentina specializzata in commercio online di moda d’alta gamma che ha anche negozi fisici a Firenze e New York, e che conta 200 dipendenti diretti e 100 nell’indotto logistico. Al tavolo di crisi convocato il 31 marzo dalla Regione Toscana l’azionista-amministratore Tommaso Andorlini ha ribadito ai sindacati l’obiettivo di salvare tutti i posti di lavoro. “Stiamo trattando con investitori vecchi e nuovi per trovare la soluzione migliore per l’azienda e i lavoratori”, spiega Andorlini.

Lo sbocco del concordato semplificato è la cessione dell’azienda e di tutti i suoi asset

La strada imboccata dopo il fallimento della composizione negoziata della crisi è la domanda di concordato semplificato, una procedura gestita dal Tribunale che ha come sbocco naturale la cessione dell’azienda e di tutti i suoi asset. Ma nei 60 giorni di tempo che LuisaViaRoma ha davanti prima della presentazione del piano concordatario (quindi entro maggio), l’azienda potrebbe anche decidere di cambiare strada, scegliendo l’accordo di ristrutturazione dei debiti e evitando la cessione. Molto dipenderà dagli accordi con i fornitori e con le banche, e dalla eventuale iniezione di risorse che potrebbe seguire all’aumento di capitale da 15 milioni di euro deliberato nei giorni scorsi e che rimarrà aperto fino al 20 aprile. “Gli stipendi di marzo saranno regolarmente pagati – assicura Andorlini – e il 20 aprile ci rivedremo al tavolo regionale per aggiornare sullo stato delle trattative”. Il maxi negozio di New York, nel quartiere di Soho, per adesso resta aperto.

La Cgil è sempre più preoccupata: “L’azienda chiederà la cassa integrazione per cessazione”

“Al tavolo di crisi sono state confermate le nostre preoccupazioni”, afferma Filcams-Cgil in un comunicato. “L’azienda ha annunciato l’intenzione di chiedere la cassa integrazione per cessazione, per poi far ripartire l’attività in altre forme e, di sicuro, con meno lavoratori di adesso”, sottolinea il sindacato ipotizzando nuove forme di mobilitazione. Il 20 aprile

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Silvia Pieraccini

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