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05 febbraio 2026

“Reindustrializzare la Toscana, ci sono 550 milioni stanziati per i bandi”

Intervista al presidente della Regione Eugenio Giani, non così pessimista sul futuro economico della nostra regione

Cristiano Meoni
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Eugenio Giani è reduce dalla “reunion” della corrente “bonacciniana” a Napoli che lo ha promosso sul campo come leader dei “riformisti unitari” del Pd in Toscana (il cònio “riformisti unitari” è suo). E’ di buon umore ma il cielo economico è a tinte fosche. 

Presidente Giani, di recente ha incontrato sia i rappresentanti dei sindacati che quelli di Confindustria: entrambi sono molto preoccupati per la situazione economico-occupazionale in Toscana. Condivide l’allarme? 

“In parte. Ritengo che vi sia la necessità di focalizzare l’attenzione su alcuni settori, ma vorrei essere meno pessimista di quanto vedo in giro con articoli che danno senso di un’economia toscana in crisi. L’economia toscana ha ombre ma anche luci. Vediamo quali sono i punti specifici su cui intervenire”. 

Si fa un parlare di “reindustrializzazione”, per contrastare alcuni processi che indicano invece una “deindustrializzazione” in corso. Negli incontri con le parti sociali lei ha parlato di “capacità di attrazione di investimenti e di formazione delle maestranze”. Può spiegare meglio la sua posizione? 

“Sono d’accordo con chi parla di “reindustrializzare” la Toscana, con chi rilascia interviste e lancia manifesti ma finora ho sentito molte parole e visto pochi fatti. Noi non partiamo da zero e voglio ricordare cosa già stiamo facendo”. 

Cosa esattamente? 

“Per il sostegno al sistema economico toscano abbiamo messo in campo con bandi specifici ben 550 milioni di euro attraverso fondi strutturali europei, segnatamente il Fesr, nel periodo 2023-2027. E’ una cifra che non ha eguali. Ricordo anche che poco fa “il Sole 24 Ore” ci individuava come la seconda regione in Italia per capacità di attrazione di investimenti, dopo la Lombardia. Io stesso, in settori come quello della moda che pure non stanno passando un bel momento, ho visto investimenti ingenti: mi riferisco a Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Fendi. La Toscana è una regione attrattiva ma, certo, si può sempre fare di più”. 

Nessuna posizione anti-industriale in maggioranza

Con l’ingresso nella maggioranza regionale di Avs e Cinque Stelle l’asse si è spostato a sinistra. Lei che si è sempre definito un “riformista” vede il rischio di una marginalizzazione dei temi legati allo sviluppo? Insomma, che vengano avanti posizioni ostili alle ragioni del mondo produttivo? 

“Per ora no, questo rischio non lo vedo, e sono fiducioso che anche nei prossimi mesi e anni sarà così. Abbiamo approcciato il tema dello sviluppo in maniera diversa: uno sviluppo equilibrato che tiene insieme lavoro e ambiente. Non con strumenti assistenziali, ma con politiche attive. E’ il caso del reddito di reinserimento lavorativo, che non è il reddito di cittadinanza ma un sostegno economico di 500 euro mensili per 9 mesi destinato a disoccupati senza ammortizzatori sociali con l’obiettivo di trasferire questi lavoratori da aziende in crisi ad aziende con prospettive. In questa misura abbiamo investito 23 milioni di euro. Ed è una misura che si abbina perfettamente agli incentivi che diamo alle imprese che investono. Francamente non vedo elementi di freno alla crescita da parte di forze di maggioranza”.

Peretola avanti tutta, il porto di Livorno spaventa Genova

 Nuova pista dell’aeroporto di Firenze: che succede se il Tar accoglie i ricorsi? 

“Non vedo questa possibilità perchè ho letto i ricorsi che sono stati presentati e non ritengo che abbiano gli elementi per essere accolti dal Tar”. 

Piattaforma Europa a Livorno: un’opera strategica per il porto e per l’intera economia toscana, però impastoiata in ritardi e lentezze: come si può accelerare? 

“La Regione ci crede a tal punto che ci ha messo 200 milioni, facendoli diventare una posta di bilancio che viene confermata ormai da cinque anni. Ma la procedura è ancora indietro, ricordo che la posa della prima pietra è arrivata solo pochi mesi fa. La Regione non ha colpe. Io credo che adesso lo Stato debba dare una dimostrazione più concreta del proprio impegno. Sottolineo che le risorse stanziate a livello statale appartengono alla fase precedente a questo governo. Noi intanto ci stiamo dando da fare per progettare le opere collaterali; ad esempio il nuovo ponte sullo Scolmatore, fondamentale per non ingolfare la zona quando entrerà in funzione la Darsena Europa”. 

Con la Darsena Europa Livorno può fare concorrenza al porto di Genova. Il progetto va a rilento perché spaventa Genova? 

“Guardando quello che succede un po’ questo timore mi sta venendo. Il fatto che questo governo non abbia ancora impegnato un euro per quest’opera mi fa pensare”. 

Veniamo alle autostrade. I lavori previsti in Toscana a che punto sono? 

“I lavori per la terza corsia sull’A1 tra Firenze Sud e Incisa stanno procedendo. Voglio incontrare al più presto il nuovo ad della società Giana per ringraziarlo e anche per incalzarlo. Non sono partiti gli altri due interventi previsti e concordati con il suo predecessore, Tomasi. Anzitutto il nuovo svincolo dell’A1 di Scandicci, dall’area di Pontignale al casello, in modo che l’ingresso in A1 per chi proviene da Scandicci sia diretto e non impegni la Fi-Pi-Li. Ogni giorno giorno i 300 metri di superstrada Fi-Pi-Li prima di Firenze-Scandicci sono perennemente impegnati da auto in coda, di fatto è un restringimento della superstrada e non possiamo permettercelo. Chiederò a Giana di far partire immediatamente i lavori. Poi c’è il secondo intervento, quello per la realizzazione della terza corsia dell’A11 tra Firenze e Pistoia. Almeno il primo lotto, quello tra Firenze Nord e Prato, va iniziato”. 

Acea nella multiutility, perché no?

Si andrà a una ripubbblicizzazione dell’acqua, questo ha deciso la maggioranza. Ma poi i soldi per liquidare il socio privato Acea chi li mette? Pagheranno i cittadini con tariffe idriche più alte? 

“Siamo tutti d’accordo che questa operazione non dovrà gravare sulle tariffe. Io credo che l’acqua pubblica porterà dei benefici economici ai cittadini, anzitutto perché i ricavi della gestione acqua non potranno essere utilizzati per ripianare altre gestioni in perdita, e consideriamo che Publiacqua ha il bilancio costantemente in utile. Il percorso è stato scelto. La concessione a Publiacqua, in scadenza, non potrà essere rinnovata perché la nuova società dovrà essere interamente pubblica e Acea, che era pubblica al momento del suo ingresso, ora è a guida privata. Quindi niente acqua, ma Acea potrebbe entrare nella holding multiutility con una partecipazione minoritaria”. 

Rigassificatore, con Draghi sarebbe andata diversamente

Rigassificatore di Piombino, lei ha ribadito che non firmerà la proroga. A questo punto è probabile che il governo le revocherà l’incarico e nominerà un nuovo commissario che firmerà l’autorizzazione per mantenere a Piombino la nave rigassificatrice. Sembra un copione già scritto: ma non si poteva prevedere prima e contrattare più decisamente con Snam per le cosidette compensazioni? 

“Se avessi avuto ancora accanto il governo Draghi sicuramente avremmo realizzate tutte le compensazioni previste, che sono dieci. Quando io come commissario del governo Draghi firmai l’autorizzazione era il 25 agosto 2022. In quel mese di agosto io ebbi due incontri fondamentali. Con l’allora ad di Anas, sulla base delle indicazioni di Draghi, si decise insieme di far partire l’intervento sulla strada 398 per circa 70 milioni, strada che è in costruzione. L’altro intervento fu la conferma dei 41 milioni di euro per le bonifiche a cui noi abbiamo aggiunto 47 milioni con il Fondo di sviluppo e coesione. Con Draghi avevo fiducia, mentre col nuovo governo non è successo più niente. In caso di mia revoca, auspico che chi mi succederà – se autorizzerà la proroga – lo farà con impegni stringenti sulle compensazioni”. 

La Toscana è una regione che spicca per la produzione di energia elettrica rinnovabile (è il 51% del totale dell’energia prodotta), soprattutto grazie alla geotermia. Si può trovare un modo affinchè questo si traduca in uno sconto energetico per le aziende della regione? 

“Io sarei d’accordo, ma il livello nazionale che non ha mai consentito questa possibilità. Fosse per me, farei come abbiamo fatto con l’accordo sulla geotermia: accanto ai 3 miliardi di investimenti da parte di Enel ci sono 400 milioni di ricadute sul territorio, destinati a opere pubbliche nei 16 comuni interessati”. 

“T24” ha tra le sue mission la difesa delle ragioni che stanno alla base del sistema industriale e manifatturiero toscano. Come far sì che i molti interventi previsti, perlomeno a vedere dalle risorse stanziate, procedano senza ritardi? Si può immaginare un “tavolo” che monitori mensilmente i vari interventi? 

“Questo avviene già con l’assessore alle attività produttive Marras. Certo, possiamo rendere questa azione di monitoraggio più cogente prevedendo un confronto più serrato. Con questo voglio dire che, se c’è da difendere l’industria toscana, la Regione c’è”. 

Posa della prima pietra della Darsena Europa: Giani con il sindaco di Livorno Luca Salvetti e l’allora presidente dell’Authority Luciano Guerrieri

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Cristiano Meoni

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