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04 giugno 2026

Automotive, Rheinmetall vende la divisione di Pierburg ad Aequita per 350 milioni. Sciopero a Livorno

L’acquirente promette di mantenere gli occupati. Rabbia Fiom: “Cessione a un fondo speculativo ignorando il Mimit”.

Leonardo Testai
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Rheinmetall ha firmato un accordo vincolante per la cessione dell’intera divisione Power Systems – che comprende gli stabilimenti Pierburg di Livorno e Lanciano – al gruppo tedesco Aequita per un prezzo provvisorio di 350 milioni di euro, soggetto ai consueti meccanismi di aggiustamento fino al closing. L’operazione, attesa al completamento nel quarto trimestre 2026 e subordinata alle approvazioni regolamentari, è stata accolta negativamente a Livorno: i lavoratori Pierburg sono oggi davanti ai cancelli della fabbrica per uno sciopero di due ore, indetto da Fiom-Cgil e Rsu quando ancora la notizia della vendita non era certa. Altissima la partecipazione, secondo i sindacati.

Pierburg, che produce sistemi di pompaggio per le auto, a Livorno occupa 245 lavoratori. Per i circa 6.250 dipendenti della divisione Power Systems di Rheinmetall nel mondo – tra cui i lavoratori degli stabilimenti italiani Pierburg di Livorno e Lanciano – Aequita ha dichiarato l’impegno a mantenere l’intera forza lavoro, considerandola “l’asset più importante per lo sviluppo futuro del business” in quanto “personale altamente qualificato”. La società acquisita continuerà a operare sul mercato con i marchi storici Pierburg, Kolbenschmidt e Motorservice.

Sono escluse dalla cessione tre sedi tedesche di Ks Huayu AluTech, la partecipazione in Dermalog SensorTec e lo stabilimento Pierburg di Abadiano, in Spagna, che resterà a Rheinmetall come sito ibrido civile-militare durante la transizione. La divisione, che nel 2025 ha generato ricavi per circa 2 miliardi di euro, era classificata come discontinued operation nei conti del gruppo tedesco fin dalla rendicontazione del quarto trimestre 2025. Aequita ha superato la concorrenza di Aurelius ed Ecco per rilevare la divisione.

Rabbia Fiom: “Cessione a un fondo speculativo”

Il sindacato accusa Rheinmetall di aver proceduto “in maniera autonoma e unilaterale alla vendita degli stabilimenti di Lanciano e Livorno, ignorando completamente il ministero delle Imprese e del Made in Italy e gli impegni assunti al tavolo istituzionale”. La Fiom sottolinea che il compratore individuato, Aequita, è definito esplicitamente “speculativo” dai sindacati tedeschi. I metalmeccanici della Cgil puntano il dito contro il gruppo tedesco anche perché “Rheinmetall non è un’azienda in crisi” ma “un colosso della difesa che genera miliardi di euro di utili, anche grazie a commesse del Governo italiano finanziate con denaro pubblico”.

Secondo Fiom e Cgil Livorno “le dichiarazioni diffuse da Rheinmetall e Aequita non possono sostituire accordi sottoscritti. Le promesse non bastano. Servono impegni scritti, verificabili ed esigibili che garantiscano occupazione, continuità produttiva, investimenti e prospettive industriali per i siti di Livorno e Lanciano”.

Le richieste della Fiom al Governo sono quattro: convocare urgentemente Rheinmetall al tavolo del Mimit con un rappresentante dotato di reale mandato negoziale; bloccare qualsiasi iter di vendita senza preventiva discussione istituzionale; garantire ai lavoratori italiani le stesse tutele occupazionali previste in Germania; vincolare le commesse pubbliche affidate a Rheinmetall al rispetto degli impegni assunti in sede istituzionale.

Aequita annuncia sviluppo e sinergie

Dal lato dell’acquirente e del venditore, le dichiarazioni disegnano uno scenario diverso. “Ci stiamo concentrando sul business ad alto margine con clienti militari – ha dichiarato Armin Papperger, amministratore delegato di Rheinmetall – dove abbiamo eccellenti opportunità di crescita. Il nostro obiettivo dichiarato era collocare le nostre attività civili in mani capaci”.

Il presidente e amministratore delegato di Aequita, Axel Geuer, ha annunciato che la divisione “è un’eccellente aggiunta al nostro segmento Automotive, che genererà ora ricavi di circa 5 miliardi di euro“, assicurando che “nei prossimi anni il nostro focus sarà sul supporto attivo allo sviluppo sostenibile e di lungo periodo dell’azienda. Ciò comporta anche la realizzazione di sinergie all’interno del nostro portafoglio nel settore automobilistico“.

Aequita, con sede a Monaco di Baviera, investe in operazioni di scorporo aziendale, successione e trasformazione industriale in tutta Europa. Il suo portafoglio genera oltre 10 miliardi di euro di ricavi nei segmenti automotive, chimico e industriale. Il gruppo, si legge nella nota che annuncia l’operazione, punta a valorizzare il potenziale di crescita delle società partecipate attraverso maggiore innovazione, agilità e redditività, facendo leva su una consolidata esperienza nel settore automobilistico e nell’aftermarket.

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Leonardo Testai

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