Tra poche settimane aprirà la Casa di comunità di Collesalvetti (Livorno), che viene presentata oggi, 18 febbraio, dal presidente regionale Eugenio Giani. Come le altre strutture già operative, sarà un maxi ambulatorio che dovrebbe garantire, sette giorni su sette, le prime cure sul territorio, alleggerendo il lavoro dei pronto soccorso. Un obiettivo ambizioso, che in Toscana appare ancora lontano.
Ecco i dati aggiornati sulle strutture aperte
Secondo gli ultimi dati di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, pubblicati sul Sole 24 Ore del 17 febbraio, le Case di comunità finanziate dal Pnrr (con tre miliardi di euro) e aperte al 31 dicembre 2025 sono 781 in Italia, di cui 79 in Toscana. Di queste 79 soltanto due sono attive con tutti i servizi previsti dalla legge; le altre strutture sono aperte ma erogano solo uno o alcuni servizi. Il problema non è solo della Toscana, ma di gran parte delle Regioni italiane, compreso le prime tre per numero di Case di comunità aperte, Lombardia (150 strutture, di cui 22 con tutti i servizi), Emilia Romagna (143 strutture, di cui 15 con tutti i servizi) e il Lazio (96 strutture, di cui sei con tutti i servizi).
Quali servizi dovrebbero essere erogati nelle Case di comunità
Nelle Case di comunità i cittadini dovrebbero trovare un medico 24 ore al giorno (almeno in quelle definite “hub”), sette giorni su sette, insieme con gli infermieri (12 ore al giorno per sette giorni). Con loro anche specialisti come lo psicologo, il logopedista, il fisioterapista, il dietista, l’assistente sociale e, quando necessario, il cardiologo e lo pneumologo. Oltre alle visite mediche le case di comunità dovrebbero garantire i primi esami diagnostici, come l’elettrocardiogramma o una spirometria, e la prevenzione, attraverso le vaccinazioni. Al 31 dicembre scorso solo 66 Case di comunità in Italia avevano attivato tutti i servizi obbligatori (di cui due, appunto, in Toscana).
La riforma dell’assistenza territoriale
La strada per riformare l’assistenza territoriale dunque è ancora lunga. A regime, in Toscana le Case di comunità – in molti casi evoluzione delle “vecchie” Case della salute – dovranno essere circa 160 (1.715 in Italia). Secondo quanto annunciato dalla Regione nelle settimane scorse, entro il prossimo 31 marzo saranno consegnate altre 72 Case di comunità e almeno una per ogni distretto sarà aperta 24 ore al giorno. La scadenza per tutte le attivazioni è la prossima estate. Accanto alle Case di comunità sono previsti gli Ospedali di comunità, destinati ad assistere i pazienti cronici che hanno bisogno di cure e assistenza senza dover ricorrere all’ospedale tradizionale: secondo Agenas in Toscana finora ne sono stati aperti 17 (su 112 in Italia). Il rischio, sia per le Case che per gli Ospedali di comunità, è che aprano con pochi servizi a disposizione, tradendo la finalità della legge.
Silvia Pieraccini