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03 giugno 2026

Sitael punta a 200 milioni di ricavi per il 2031: a Pisa si lavora alla nuova frontiera spaziale europea

La società pugliese annuncia ad Amsterdam il suo piano di crescita, e si prepara a equipaggiare nuove missioni.

Leonardo Testai

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Dieci anni di investimenti in piattaforme satellitari, propulsione elettrica e infrastrutture produttive ora convertiti in un piano industriale con obiettivi precisi: ricavi da circa 60 milioni di euro attuali a circa 200 milioni entro il 2031, con un Ebitda atteso in crescita dal 12% verso il 25%. È la traiettoria annunciata da Sitael, azienda spaziale privata italiana parte di Angel Holding, in occasione del salone SmallSat Europe ad Amsterdam, quando il backlog supera i 150 milioni di euro.

Il polo di Pisa e la propulsione elettrica

Sitael si avvale di una doppia sede produttiva: Mola di Bari, con una clean room – camera bianca a contaminazione controllata, indispensabile nell’assemblaggio di satelliti per proteggere i componenti da polvere e agenti esterni – con cinque satelliti in costruzione simultanea; e Pisa, dove nel luglio 2025 è stata inaugurata una linea produttiva dedicata alla propulsione elettrica a effetto Hall. In questo tipo di thruster (propulsore), un gas viene ionizzato e accelerato tramite un campo elettromagnetico, sostituendo i propellenti chimici tradizionali con un sistema più efficiente e duraturo.

Il sito pisano rappresenta un asset strategico nel panorama spaziale europeo: la disponibilità di thruster proprietari consente a Sitael di proporre soluzioni integrate per costellazioni, gestione orbitale e missioni in Very Low Earth Orbit (Vleo), la fascia orbitale al di sotto dei 450 km di quota che consente immagini ad altissima risoluzione ma richiede propulsione continua per contrastare la resistenza atmosferica residua. Tra i progetti più avanzati c’è il concetto di propulsore Ram-Ep sviluppato con l’Esa: una tecnologia che cattura le molecole di atmosfera residua presenti in orbita molto bassa e le utilizza direttamente come propellente, eliminando la necessità di stoccaggio a bordo.

Nel 2030 una missione europea per la biodiversità

Sono nove i lanci in programma tra il 2026 e il 2030: Platino 1, Eagle-1, cinque satelliti Iride, Platino 2 e la missione Esa Scout HiBiDiS, attesa al lancio nel 2030. Quest’ultima, dedicata allo studio della biodiversità forestale, vede Sitael nel ruolo di prime contractor, ovvero contraente principale responsabile dell’intera missione nei confronti dell’Esa, con partner come Amos per lo strumento iperspettrale, Vito e l’Università di Zurigo per il processamento dati. Lo strumento iperspettrale acquisisce immagini suddivise in centinaia di bande dello spettro elettromagnetico, consentendo di identificare la composizione chimica e lo stato di salute della vegetazione con un livello di dettaglio inaccessibile alle fotografie tradizionali.

HiBiDiS è più di un nuovo contratto”, ha dichiarato l’amministratrice delegata Chiara Pertosa, secondo cui “conferma la nostra evoluzione verso una mission company europea, capace di combinare piattaforma, payload, integrazione, dati e impatto”. Per la Ceo “l’Europa sta entrando in un nuovo ciclo spaziale. Sitael è pronta a industrializzarlo”, anche perché “la nostra è stata una crescita sostenibile”, dove “quello che abbiamo costruito è il frutto di molti sacrifici e ha posto basi solide per ciò che intendiamo realizzare nel prossimo futuro”.

La società, che conta circa 280 addetti con una crescita netta dell’organico di almeno il 10% annuo e 29 missioni completate, ha inoltre siglato un memorandum of understanding con Eycore, provider polacco di servizi Sar, per esplorare collaborazioni nell’osservazione della Terra e nei servizi satellitari avanzati. Il Sar, radar a apertura sintetica, emette impulsi radio e ne analizza il ritorno per ottenere immagini ad alta risoluzione della superficie terrestre indipendentemente da nuvole o oscurità.

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