Sono a rischio le misure protettive disposte il 20 aprile scorso dal Tribunale di Firenze nei confronti del cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara per impedire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio dell’imprenditore o sui beni con i quali viene esercitata l’attività d’impresa (comprese le barche presenti nei cantieri). Per Tisg, che sta cercando di risollevarsi da una pesante crisi finanziaria attraverso la composizione negoziata della crisi, quelle misure protettive sono strategiche.
Alcuni armatori hanno chiesto la revoca delle misure protettive
La novità è che alcuni armatori che hanno barche in costruzione nel cantiere apuano si sono rivolti al Tribunale per chiedere la revoca di quelle misure protettive, che impediscono l’interruzione dei contratti in corso per la costruzione delle navi. La battaglia si lega al fatto che Tisg avrebbe chiesto a questi armatori di pagare fino al 40% di extra-costi, in modo da recuperare le perdite registrate sulle commesse “a causa di manager infedeli” e sostenere così il piano di risanamento; ma gli armatori non avrebbero gradito. L’udienza in Tribunale sulla revoca delle misure protettive si è svolta mercoledì 27 maggio e nelle prossime ore è attesa la decisione del collegio. La pronuncia è fondamentale per il futuro di Tisg.
Il cantiere spezzino ex-Picchiotti fa gola
Nel frattempo si è aperta la battaglia anche sul cantiere ex-Picchiotti di La Spezia, che il patron di Tisg, Giovanni Costantino, ha annunciato (ai sindacati) di voler vendere per far ripartire lo sviluppo. Gli interessati sembrano essere i gruppi Baglietto e Sanlorenzo, nomi noti della nautica ligure che, in caso di procedura competitiva, potrebbero sfidarsi a colpi di rilanci.
Silvia Pieraccini