Cinque comunicati price sensitive in 13 giorni: si fa sempre più ingarbugliata la situazione del cantiere nautico The Italian Sea Group (Tisg) di Marina di Carrara, produttore di yacht di lusso con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, 530 dipendenti diretti e circa un migliaio nell’indotto, quotato in Borsa.
Prima ipotesi: le banche concedono nuovo credito
Oggi, 2 marzo, il quinto comunicato ha delineato lo scenario che attende il presidente e amministratore delegato Giovanni Costantino: se le banche Unicredit, Deutsche Bank, Mps e IntesaSanpaolo – che nel giugno 2025 hanno ristrutturato il debito di Tisg concedendo un nuovo finanziamento da 115 milioni di euro – accorderanno ulteriore fiducia alla società, si potrà sperare nel riequilibrio finanziario, indispensabile dopo l’emersione di extra costi sulle commesse che hanno prosciugato la cassa e reso necessario il finanziamento-soci da 25 milioni di euro fatto nei giorni scorsi da Costantino, azionista di maggioranza, attraverso la sua GC Holding.
Seconda ipotesi: esperto indipendente per risanare la società
Altrimenti la prospettiva sarà il ricorso alla composizione negoziata della crisi: il collegio sindacale di Tisg e la società di revisione Bdo hanno già segnalato al consiglio di amministrazione (ormai quasi dimezzato dopo le dimissioni del presidente Filippo Menchelli, del vicepresidente Marco Carniani e della consigliera indipendente Laura Tadini) il 24 e 25 febbraio scorsi – ma è stata comunicata solo oggi – la “probabile sussistenza” dei presupposti di insolvenza per accedere a questa procedura stragiudiziale, introdotta dal Codice della crisi d’impresa per provare a risanare le aziende in difficoltà con l’aiuto di un esperto indipendente nominato dalla Camera di commercio.
Bnp-Paribas ha richiesto un pagamento
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la richiesta di pagamento arrivata nei giorni scorsi da International Factor Italia (Ifi), società di factoring del Gruppo Bnp-Paribas. Sindaci e revisori hanno concesso al consiglio di amministrazione di Tisg “un termine di dieci giorni per riferire in merito alle iniziative intraprese e da intraprendere”: entro la fine della settimana si capirà meglio qual è la prospettiva.
Kpmg effettuerà un’analisi investigativa per scoprire gli extra costi
Nel frattempo il cda ha dato incarico a Kpmg di effettuare una due diligence forensic (un’analisi investigativa diretta a scovare rischi nascosti, frodi, illeciti amministrativi o reputazionali) per accertare l’entità degli extra budget nella gestione delle commesse e le relative responsabilità. Che in parte – afferma il comunicato – sembrano già chiare: “Tra i soggetti coinvolti nelle irregolarità contestate figurano alcune figure apicali dell’azienda, tra l’altro dichiaratesi autori e responsabili di azioni compiute a totale insaputa dell’amministratore delegato, del consiglio di amministrazione e degli organi di controllo”, afferma la nota. Questi soggetti avrebbero “posto in essere un sistema atto a scavalcare il blocco al superamento delle spese previste dal budget autorizzato per ciascuna commessa”.
Posticipata la presentazione del bilancio 2025
Tisg ha già inviato ai responsabili formali lettere di contestazione disciplinare, in alcuni casi con sospensione cautelativa. Ora la società attende il report preliminare di Kpmg entro sei settimane, basato su un campione di commesse. Per questo il bilancio 2025, che il cda avrebbe dovuto approvare il 25 marzo prossimo, sarà posticipato con tutta probabilità a fine maggio-inizio giugno (tre mesi dall’avvio della due diligence forensic). Nei primi nove mesi del 2025 i ricavi di Tisg sono stati 262,3 milioni (-10,2% rispetto ai primi nove mesi 2024) con ebitda di 42,6 milioni (-15%) e un’incidenza sui ricavi del 16,2% (rispetto al 17,2%). L’utile netto è stato di 16,6 milioni (-56%), la posizione finanziaria netta pari a -70,6 milioni (rispetto a -12 milioni di dicembre 2024). Il portafoglio ordini è pari a 1,15 miliardi al 30 settembre 2025. I risultati attesi per l’intero 2025 (quelli annunciati erano ricavi pari a 350-370 milioni di euro e un ebitda margin tra il 16,5% e il 17%) – si precisa adesso – potrebbero segnare “eventuali scostamenti rispetto alle guidance in passato comunicate”.
Nessun ricorso alla cassa integrazione per Tisg
Sul fronte operativo, Costantino sta trattando con gli armatori delle navi in costruzione per capire se sono disponibili a sostenere una parte degli extra costi (“ha avviato una serie di azioni manageriali volte alla ripresa degli extra costi di commessa”), e sta dialogando con i sindacati – dopo aver pagato in ritardo di otto giorni gli stipendi per mancanza di liquidità – che dovrebbe incontrare domani, 3 marzo. Il prefetto di Massa-Carrara ha chiesto al presidente e ad di aprire un tavolo di confronto col sindaco, il sindacato e l’Autorità portuale, che dovrebbe svolgersi il 10 o l’11 marzo. “Anche alla luce delle necessità operative legate all’ordinario avanzamento delle commesse in corso non è previsto il ricorso alla cassa integrazione”, informa la società smentendo i sindacati che avevano annunciato il fermo del cantiere per la “fuga” dell’indotto.
Silvia Pieraccini