L'ingresso dello stabilimento Liberty Magona di Piombino
Non si scioglie ancora il nodo del passaggio di proprietà dell’acciaieria Magona (500 dipendenti) dal gruppo Liberty Steel alla società svizzera Trasteel, diretto a salvare la storica azienda di acciai piani di Piombino dopo che l’azionista anglo-indiano è finito in difficoltà finanziaria e ha aperto la composizione negoziata della crisi.
Al tavolo ministeriale si è aperto lo spiraglio
Al tavolo che si è tenuto oggi, 24 marzo, al ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo i rinvii delle scorse settimane, alla presenza di istituzioni e sindacati, non è stato firmato il contratto preliminare per la cessione, atteso prima di tutto dai dipendenti, ma si è aperto lo spiraglio dell’affitto del ramo d’azienda che Trasteel sembra intenzionato a sottoscrivere in attesa del passaggio di proprietà. La soluzione si è resa necessaria dopo che il curatore fallimentare della banca Greensill, principale finanziatore di Liberty Steel, ha respinto l’offerta della società svizzera – vicina ai 30 milioni di euro – presentata per l’acciaieria.
Si cercherà di superare gli ostacoli rimasti
All’operazione stanno lavorando ora i legali delle due società, con la speranza di arrivare alla definizione. La soluzione permetterebbe di mantenere la continuità aziendale e alimenterebbe le speranze dei lavoratori, oggi in cassa integrazione. “Le difficoltà emerse nelle ultime settimane – dichiara il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari – non hanno portato Trasteel a rinunciare all’operazione ma piuttosto a lavorare per individuare soluzioni più solide, anche a tutela dell’azienda e dei lavoratori”. Il Comune di Piombino assicura che vigilerà sul pagamento degli stipendi “che restano la priorità assoluta. – conclude il sindaco -. Piombino ha bisogno di certezze, non di attese indefinite, ed è su questo che continueremo a chiedere risposte chiare e tempi definiti”. Il tavolo ministeriale tornerà a riunirsi il 10 aprile.
Silvia Pieraccini