La Toscana si conferma la prima regione italiana per pernottamenti domestici nel turismo outdoor: 5,3 milioni nel 2025, davanti a Veneto (3,7 milioni) ed Emilia-Romagna (3,4 milioni), mentre sul fronte degli stranieri la regione è seconda con 3,9 milioni di presenze estere, assai distanziata dal Veneto che domina con 16,4 milioni. Sono alcuni dei dati chiave della sesta edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor di Human Company e Thrends, che per la prima volta allarga l’analisi ai principali mercati europei del settore, e che conferma il trend già evidenziato recentemente dal Centro Studi Turistici di Firenze per Faita Toscana.
Nel 2025 i pernottamenti in camping e villaggi turistici nell’Ue hanno raggiunto 413,2 milioni (+14,2%), con la Francia in testa a 154 milioni, seguita da Italia (54,1 milioni) e Spagna (50 milioni). “Nel 2025 la domanda legata alle attività all’aria aperta rappresenterà l’11,5% della domanda turistica complessiva in Europa”, sottolinea Giorgio Ribaudo, managing director di Thrends.
Prospettiva 2026: in Italia stabilizzazione e non contrazione
Per il 2026 l’Osservatorio stima 68,4 milioni di presenze in Italia (+0,4% rispetto al 2025), in una fase di consolidamento dopo il rimbalzo post-pandemico. A trainare il comparto sarà ancora la domanda estera, con 37,8 milioni di pernottamenti previsti (+13,9% rispetto al 2019), mentre il mercato domestico si attesta a 30,6 milioni, ancora leggermente al di sotto dei livelli pre-Covid (-9,2%). Dal punto di vista geografico, il Nord-Est manterrà il primato nel turismo outdoor con 31,5 milioni di presenze (46% del totale), seguito dal Centro (con la Toscana) che ne avrà 16,7 milioni. L’impatto economico diretto del settore nel 2026 è stimato a 5,12 miliardi di euro, con una spesa pro capite giornaliera di circa 75 euro. Includendo l’indotto, il valore totale potrebbe oscillare tra 9,12 e 13,3 miliardi di euro.
Per Domenico Montano, general manager di Human Company, “la crescita non può più basarsi solo sui volumi, ma deve passare attraverso la qualificazione e l’innovazione dell’offerta”. Un trend, secondo Human, confermato dal fenomeno dell’alberghizzazione dell’offerta outdoor, con strutture che puntano a standard di comfort comparabili all’hotellerie di fascia 3 e 4 stelle. (lt)