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05 agosto 2026

Il distretto del camper della Val d’Elsa riparte dopo l’affanno del 2025

Nel primo trimestre dell’anno l’export toscano ha ripreso il segno “più”. Bene anche il mercato. Qui si concentra la maggior parte della produzione italiana.

Silvia Pieraccini
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Lasciato alle spalle un 2025 poco brillante, riparte l’industria toscana del camper concentrata in Valdelsa e Valdipesa, tra le province di Firenze e Siena, dove una manciata di aziende – controllate da tre gruppi internazionali, i francesi Trigano e Rapido e l’americana Thor Industries – produce la maggior parte dei marchi made in Italy, per l’80% venduti oltreconfine. Caravans International, Roller Team, Laika, Giottiline, Rimor, Elnagh sono i brand più conosciuti. L’Italia è il terzo produttore di camper dopo Germania e Francia.

Il primo trimestre 2026 segna la ripartenza del distretto

Nel primo trimestre dell’anno le esportazioni toscane di camper hanno segnato +5,5%, superando i 252 milioni di euro, secondo il Monitor Distretti di IntesaSanpaolo. I mercati che vanno meglio sono Germania (+20,7 milioni) e Repubblica Ceca (+2,6 milioni), mentre la flessione più rilevante interessa il Regno Unito (-12,4 milioni). Il risultato – si spiega nel Monitor – è coerente con le statistiche dell’European Caravan Federation, che nel periodo gennaio-aprile 2026 ha indicato una crescita delle immatricolazioni di camper e roulotte a livello europeo del 7,1%, che sale a +10% se si considerano i soli camper (a quota 64.406).

Più di 4.000 camper immatricolati in Italia tra gennaio e aprile

Il mercato italiano va addirittura meglio: nei primi quattro mesi sono stati immatricolati 4.048 nuovi camper, il 14,7% in più rispetto allo stesso periodo 2025; in calo invece le roulotte (-1,2%) a quota 169. L’andamento del mercato, in realtà, era stato buono anche l’anno scorso, quando nell’arco di dodici mesi in Italia erano stati immatricolati quasi 8.000 camper, +10,5% sul 2024, ed erano cresciuti anche i passaggi di proprietà (+6%): tra nuovo e usato gli italiani nel 2025 hanno acquistato complessivamente più di 44mila camper.

Mercato brillante, ma industria toscana sofferente nel 2025

Eppure l’industria toscana del camper l’anno scorso ha sofferto. Lo dicono i dati dell’export (847 milioni nel 2025, -10,9% con un calo di vendite estere di 104 milioni di euro) e lo dicono i bilanci delle aziende che hanno sede nella regione, chiusi come sempre il 31 luglio. Laika Caravans (parte del gruppo tedesco Hymer, controllato dall’americana Thor Industries), sede a San Casciano Valdipesa, nel 2025 ha fatturato 201,2 milioni (contro 280,5 milioni dell’anno precedente, -28%) con 2,78 milioni di utile netto (-84,4%) e 562 dipendenti. La crescita si è fermata per la prima volta dal Covid. Il colosso Trigano di Cusona-San Gimignano nel 2025 ha fatturato 305,5 milioni (-5% rispetto ai 321,2 milioni dell’anno precedente) con 28,9 milioni di utile netto (-25,8%) e 422 dipendenti. GiottiLine Company di Colle Val d’Elsa (parte del gruppo francese Rapido) nel 2025 ha fatturato 97 milioni di euro (-13%) con 6,4 milioni di utile (-48%) e 130 dipendenti. Luano Camp di Poggibonsi (controllata sempre da Trigano) ha chiuso il 2025 con 92,3 milioni di fatturato (-38,9% rispetto ai 151 milioni del 2024), 2,7 milioni di utile (-75,7%) e 223 dipendenti. Nei bilanci 2026, chiusi pochi giorni fa, sono attesi risultati migliori.

Il Salone del Camper farà il punto sul settore

Adesso la sfida è riprendere la marcia. Numeri e tendenze saranno al centro del Salone del Camper, il grande appuntamento in programma alla Fiera di Parma dal 12 al 20 settembre. “Il mercato italiano del camper è partito nel 2026 con una crescita rilevante, sostenuta dalle nuove immatricolazioni, dalla vitalità dell’usato, delle richieste di noleggio e da una domanda più vivace rispetto alla media europea – spiegano dal Salone del Camper -. Un andamento che riflette il cambiamento delle abitudini di viaggio e la solidità di una filiera industriale orientata all’export”.

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Silvia Pieraccini

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