Una soluzione di compromesso per arrivare alla definizione dell’accordo di programma Jsw a Piombino, con una prospettiva per i lavoratori in bilico ritenuta accettabile anche dal sindacato. La riunione al ministero delle Imprese e del Made in Italy si è conclusa con la sigla di un testo che dovrà essere ratificato dal Consiglio regionale della Toscana e dal Consiglio comunale di Piombino, al quale seguirà un addendum per formalizzare gli impegni assunti dal ministro Adolfo Urso in occasione della sua recente visita a Piombino, durante la quale ha avuto un confronto con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
“Questo accordo non è un punto di arrivo, ma la solida base di partenza per il rilancio produttivo, la salvaguardia dei posti di lavoro e la ripartenza del sito”, ha dichiarato Marco Carrai, presidente Jsw Steel Italy, che parla di “svolta storica”, spiegando che “arrivare a questo risultato restituisce la prospettiva di rinascita di Piombino dopo gli strappi degli ultimi mesi, fino alla scorsa settimana ed anche questa mattina. Abbiamo dovuto affrontare e superare tensioni e momenti di stallo che rischiavano di compromettere il futuro del polo”.
Le novità dell’ultima revisione
L’Accordo di programma, che sarà presentato ai lavoratori dalle organizzazioni sindacali, riguarda gli interventi di messa in sicurezza e bonifica ambientale dell’area e quelli di rilancio e riconversione industriale. Il piano di Jsw prevede l’ammodernamento del treno di laminazione delle rotaie, con la ristrutturazione degli impianti esistenti, l’installazione di nuove tecnologie e un progetto di ricerca e sviluppo per l’introduzione delle migliori soluzioni tecnologiche disponibili. L’investimento complessivo ammonta a 148,2 milioni di euro e potrà in parte avvalersi di agevolazioni pubbliche del Mimit.
La novità dell’intesa raggiunta oggi a Roma infatti prevede il mantenimento dell’intera forza lavoro attualmente occupata presso Jsw, inclusi i lavoratori di Gsi Lucchini e Piombino Logistics. Per i lavoratori dell’area Jsw si impegna a richiedere l’accesso agli ammortizzatori sociali: e qualora entro il 2027 il progetto Metinvest non venga realizzato, in tutto o in parte, Jsw sarà tenuta a presentare un nuovo piano industriale finalizzato proprio “alla salvaguardia e al riassorbimento dei lavoratori interessati”, si legge in una nota del Mimit, con “un monitoraggio quadrimestrale sull’attuazione degli impegni assunti e sull’avanzamento del percorso di rilancio industriale e occupazionale”.
Sindacati favorevoli all’accordo (con riserva)
I sindacati esprimono un giudizio favorevole, sia pur con qualche riserva. “Abbiamo rivendicato garanzie chiare e vincolanti per tutti i lavoratori”, affermano Loris Scarpa, coordinatore nazionale settore Siderurgia per la Fiom-Cgil e Mauro Macelloni della segreteria Fiom Cgil Livorno, secondo cui “le mobilitazioni, a partire dallo sciopero di oggi in Toscana con manifestazione a Firenze, insieme alle iniziative promosse nelle scorse settimane sulla crisi dell’industria, hanno contribuito in maniera determinante a far sì che le istituzioni facessero proprie le richieste unitarie avanzate al tavolo”. Per il segretario nazionale Fim Cisl Valerio D’Alò e il segretario Fim Cisl Toscana Paolo Cappelli “in un investimento così complesso, che prevede il passaggio di lavoratori da un’azienda all’altra, l’obiettivo prioritario è stato raggiunto: nessun lavoratore sarà lasciato indietro”.
Secondo Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, e Lorenzo Fusco, segretario Uilm Toscana sud est, tuttavia, “ad oggi non c’è certezza piena sul futuro di Piombino”, perché “non c’è chiarezza sulla banchina e opere infrastrutturali, questioni strategiche”, e il testo licenziato oggi “non prevede il piano industriale di Gsi e Piombino Logistic“, e peraltro l’Accordo vede la luce “senza aver convocato il comitato esecutivo, per una verifica dello stato d’avanzamento del progetto Metinvest che come Uilm avevamo chiesto. Sono passati 12 mesi dalla firma dell’Adp Metinvest e il comitato non si è riunito”.
Garanzie per i lavoratori, istituzioni soddisfatte
Esulta Urso: “Il Mimit ha lavorato con una linea chiara, facendosi portavoce delle istanze di tutela dei lavoratori e continuità produttiva: superare anni di incertezza, dare al sito una prospettiva industriale concreta e garantire la piena tutela occupazionale“. Per il sindaco di Piombino Francesco Ferrari “l’aspetto che riteniamo prioritario è che il testo condiviso garantisce pienamente la tutela dei lavoratori, assicurando la continuità occupazionale nella fase di transizione tra il ridimensionamento delle attività di Jsw e l’avvio del nuovo investimento industriale di Metinvest Adria“.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha spiegato che il 30 giugno non aveva firmato l’accordo “proprio perché mancava la garanzia dell’occupazione per tutti nel momento in cui, nei prossimi anni, vi sarà la divisione dei lavoratori che saranno con Jindal da quelli che saranno in Metinvest, l’investimento da 3 miliardi dall’Ucraina che consentirà di far sorgere nella stessa area una nuova siderurgia accanto all’attività laminazione delle rotaie fatta da Jindal. L’Accordo consente una garanzia occupazionale senza limiti di tempo, che comunque si evolverà perché molti di questi lavoratori, quando sarà finito l‘investimento di Metinvest, poi andranno a lavorare in questa struttura siderurgica”.
Leonardo Testai