Il dibattito alla Camera di Commercio di Firenze da cui è scaturito l'annuncio sui fondi per l'AI
Fino a 110 milioni di euro per le imprese toscane che investono nell’intelligenza artificiale. È l’annuncio a sorpresa arrivato oggi, lunedì ottobre, dalla Regione durante il convegno sull’innovazione organizzato alla Camera di commercio di Firenze. A darne notizia è stato Fabio Cacioli, a capo della Direzione Attività Produttive della Regione Toscana, intervenuto nel confronto dedicato agli strumenti di finanziamento dell’innovazione: sono in preparazione nuovi bandi per 100-110 milioni di euro, con l’obiettivo di orientare il più possibile le risorse verso l’applicazione dell’AI alle attività produttive.
La novità arriva proprio alla vigilia della presentazione delle proposte per la reindustrializzazione della Toscana, convocata per martedì 20 ottobre dal presidente della Regione Eugenio Giani.
Le risorse residue del Fesr: 100-110 milioni su 400
Cacioli ha spiegato che le risorse provengono dal Fesr, Fondo europeo di sviluppo regionale, uno dei principali strumenti con cui l’Unione europea finanzia investimenti per la competitività, l’innovazione e lo sviluppo economico dei territori. I fondi vengono utilizzati attraverso programmi regionali che stabiliscono priorità, beneficiari e modalità di accesso ai finanziamenti.
Nel quadro degli interventi tecnologici del PR Fesr Toscana 2021-2027, Cacioli ha fatto riferimento a una dotazione di circa 400 milioni di euro, della quale restano disponibili 100-110 milioni da mettere a bando. Non si tratta quindi di nuove risorse aggiuntive, ma di fondi già previsti dalla programmazione europea che la Regione intende indirizzare verso una priorità industriale.
La destinazione è ancora oggetto di confronto con le categorie economiche. L’orientamento, secondo quanto spiegato dal dirigente regionale, è concentrare il più possibile i finanziamenti sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, evitando una frammentazione degli interventi.
I bandi dovrebbero arrivare forse giù nella prossima settimana. Sono previste anche forme di contributo a fondo perduto, mentre l’effetto leva atteso potrebbe portare a un volume complessivo di investimenti di 200-220 milioni di euro. Importi delle agevolazioni, requisiti e spese ammissibili saranno definiti con la pubblicazione degli avvisi.
L’AI applicata all’industria e alle filiere toscane
L’obiettivo non è finanziare genericamente l’utilizzo delle nuove tecnologie, ma favorirne l’integrazione nei processi produttivi, nei servizi e nelle filiere industriali. È un’impostazione coerente con il tema del convegno “L’innovazione utile – Lo stiamo già facendo. Le imprese verso il 2036”, promosso dalla Camera di commercio di Firenze, attraverso la sua azienda speciale PromoFirenze, e dal Cdti – Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione Ets, con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Firenze.
«La partita dell’innovazione orizzontale è già vinta da altre aree del mondo, ma territori come il nostro possono aggiudicarsi il match decisivo dell’integrazione verticale, facendo incontrare l’AI con l’unicità del nostro saper fare, dell’ingegno e della creatività», ha spiegato Luca Bassilichi, vicepresidente della Commissione startup del Cdti. Per riuscirci, ha aggiunto, «serve lavorare per filiere, occorre un management intelligente e innovativo, bisogna fare formazione e sviluppare competenze».
Un passaporto digitale per le imprese e specialisti cyber condivisi
Dal primo panel, dedicato all’innovazione nelle imprese e nelle filiere e moderato da Bassilichi, sono arrivate due proposte operative. Alessandro Pacenti, del Consorzio Physis che riunisce le aziende dell’accessoristica per la moda, ha suggerito di realizzare un passaporto digitale delle imprese, con la Camera di commercio nel ruolo di garante dei dati aziendali. L’idea è estendere alle aziende un modello di identificazione e tracciabilità già sviluppato per i prodotti, facilitando i rapporti tra imprese, la conoscenza dei partner di filiera e l’accesso ai capitali. Pacenti ha citato esperienze già presenti in Estonia e nei Paesi Bassi.
Alessandro Sordi, di Nana Bianca e StartupItalia, ha proposto invece di mettere a disposizione delle aziende appartenenti alla stessa filiera esperti di cybersecurity condivisi, con costi ripartiti tra le imprese e un eventuale contributo della Regione. Una risposta alla difficoltà delle Pmi di dotarsi autonomamente delle competenze necessarie per affrontare la trasformazione digitale. Sordi ha richiamato anche il valore dei dati accumulati negli anni dalle imprese italiane, che possono diventare un vantaggio competitivo se utilizzati per applicazioni mirate dell’intelligenza artificiale.
Dalla moda alle notizie: i casi aziendali
Tra gli oltre venti casi di innovazione presentati durante la giornata figurano Sts Labt, startup pistoiese che utilizza l’intelligenza artificiale per integrare dati provenienti da macchinari e sistemi energetici di imprese della stessa filiera, con applicazioni già nel settore moda; Nyous, app fiorentina che personalizza le notizie e le trasforma in video con avatar; e Olli Pay, piattaforma che consente ai lavoratori di spendere il welfare aziendale anche nei negozi di vicinato. (cm)