C’è un nuovo amministratore delegato per Dumarey Flowmotion Technologies: è il manager belga Geert Marivoet, che assume il ruolo in un momento molto delicato per l’azienda della componentistica automotive, con la crisi del settore che si riverbera sulle prospettive dello stabilimento di Pisa. Marivoet, insieme al nuovo responsabile risorse umane Antonio Russo, ha incontrato i sindacati nella sede dell’Unione Industriale Pisana per fare il punto della situazione: i lavoratori, oggi in sciopero, hanno dato vita a un presidio all’esterno della sede.
Un manager esperto (che mostra ottimismo)
“Con oltre 30 anni di esperienza in ruoli di leadership presso Cnh Industrial e Ufi Filters – afferma Dumarey -, Geert porta con sé un solido percorso manageriale caratterizzato dalla capacità di guidare processi di trasformazione e garantire performance sostenibili nei settori della produzione, delle operations, della qualità e della lean excellence all’interno di organizzazioni internazionali complesse. Nel suo nuovo incarico, Geert Marivoet guiderà l’azienda in una fase di ulteriore consolidamento e sviluppo, con l’obiettivo di rafforzare le performance industriali, migliorare l’efficienza operativa e sostenere la crescita del business nei mercati di riferimento”.
Le prime parole di Marivoet da amministratore delegato di Dumarey Flowmotion Technologies sono improntate all’ottimismo: “Credo fortemente nelle competenze delle persone che lavorano in questa azienda e sono convinto che, insieme, potremo affrontare con successo le sfide e le opportunità dei prossimi anni“. Marivoet e Russo, sostiene l’azienda, “portano competenze ed esperienze complementari che contribuiranno a supportare i programmi di sviluppo dell’azienda e il raggiungimento dei suoi obiettivi strategici”.
I sindacati chiedono risposte (e un piano col Mimit garante)
Pesa, sul debutto del nuovo Ceo, l’ultimo atto del precedente vertice, ossia il licenziamento di 35 lavoratori in staff leasing, malgrado un accordo firmato in Regione Toscana. “La disdetta dell’accordo regionale e il rifiuto di accettare la proposta del Ministero di congelare i licenziamenti – spiega Angelo Capone (Fiom-Cgil Pisa) – sono stati due momenti molto difficili che hanno segnato il rapporto di fiducia con l’azienda. Lo sciopero non era contro il nuovo amministratore delegato ma contro quello che era successo, per mettere in evidenza clima in azienda è quello e che quindi nel più breve tempo possibile ci aspettiamo risposte concrete“.
Un ulteriore incontro è stato fissato per il 15 ottobre, e dovrebbe vertere anche sulla situazione dei lavoratori in staff leasing. “Un’uscita non ci troverebbe d’accordo”, ribadisce Capone, che guarda anche in una prospettiva più ampia: “Il Mimit deve esere garante del nuovo piano indistriale“, sostiene.
Leonardo Testai