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08 luglio 2026

Quattro progetti speciali per il piano 2026-31 della Scuola Sant’Anna

“Vogliamo rafforzarne il ruolo nel sistema universitario, scientifico e istituzionale”, afferma il rettore Vitiello.

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La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha presentato il Piano Strategico 2026-2031 e il Programma Triennale 2026-2028, i documenti programmatici che definiscono la traiettoria dell’ateneo fino al 2031, anno della fine del mandato del rettore Nicola Vitiello. La novità più rilevante è l’introduzione di quattro Progetti Speciali pensati per accelerare lo sviluppo della Scuola attraverso iniziative trasversali, riconoscibili e ad alto impatto. Il Piano, sostiene l’istituto, si inserisce in un momento di forte espansione come testimoniano i dati del 2025: oltre 870 unità di personale, circa 700 allieve e allievi tra Corsi Ordinari e PhD, 590 progetti di ricerca attivi, 767 prodotti scientifici, oltre 250 famiglie brevettuali, 42 spin-off e proventi complessivi vicini ai 100 milioni di euro.

“Il Piano Strategico 2026-2031 definisce una traiettoria concreta per accompagnare la crescita della Scuola e rafforzarne il ruolo nel sistema universitario, scientifico e istituzionale“, ha dichiarato il rettore Nicola Vitiello, spiegando che i quattro Progetti Speciali sono “leve operative su priorità centrali per il Sant’Anna: collaborazione con il sistema accademico e di ricerca pisano, mobilità sociale, innovazione tecnologica e dialogo tra conoscenza scientifica e decisioni pubbliche”. La direttrice generale Marina Petri ha parlato di “una sfida multilivello” che richiederà “un lavoro condiviso, orientato ai risultati, alla qualità organizzativa e al rafforzamento del ruolo pubblico del Sant’Anna“.

Dalla mobilità sociale all’innovazione, ecco i progetti

I Progetti Speciali sono iniziative trasversali ad alta visibilità, concepite come spazi di sperimentazione con forte componente operativa e risultati misurabili, capaci di integrare competenze e strutture diverse. Si parte dal Sistema Universitario e della Ricerca Pisano (Sup), un’alleanza stabile tra Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e Università di Pisa, aperta agli altri enti di ricerca del territorio, per fare di Pisa una piattaforma integrata di formazione, ricerca e innovazione. È previsto un Memorandum of Understanding entro il 2026 e un accordo quadro entro il 2027.

Il progetto MeMo (Merito e Mobilità Sociale) si pone invece come un modello nazionale di orientamento universitario a sostegno della mobilità sociale, che coinvolge ogni anno circa 480 studentesse e studenti, in particolare figli di genitori non laureati, con oltre il 90% dei partecipanti che prosegue gli studi all’università. Nel triennio la Scuola adotterà, con la rete Merita e in raccordo con Mim e Mur, un piano di sostenibilità oltre la fase Pnrr. C’è poi l’Innovation Hub: polo di innovazione aperta dove università, istituzioni, imprese e investitori collaborano su tecnologie (bio)robotiche, omiche e digitali, con un forte contributo dell’intelligenza artificiale, per potenziare sostenibilità e sicurezza del sistema di welfare.

Infine, c’è il Sant’Anna Forum: una piattaforma permanente di dialogo tra ricerca e politiche pubbliche su temi come disuguaglianze, diritti, welfare, migrazioni, politiche economiche, assetti geopolitici, cambiamento climatico e intelligenza artificiale, con eventi satellite entro il 2027 e la prima edizione del Forum entro il 2028. Se i Progetti Speciali accelerano alcune priorità, la sostanza della programmazione resta affidata alle nove Aree strategiche individuate nel Piano: quattro di missione – formazione, comunità Sant’Anna e Alumni, ricerca, valorizzazione delle conoscenze – e cinque trasversali – digitalizzazione, identità e comunicazione, internazionalizzazione, benessere organizzativo, infrastrutture e sostenibilità. (lt)

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