Un investimento triennale da 20 milioni di euro – che potrebbero essere sostenuti anche da fondi Bei – a Monte San Savino, con 15-20 assunzioni, per un impianto di recupero di metalli preziosi che arriverà a coprire circa il 2% dell’intera disponibilità a livello europeo di capacità di trattamento e disponibilità di platino generata. Sono queste le ricadute sulla Toscana del progetto ReSupLir, sviluppato da Italrecycling & Investment, che secondo quanto rivelato la settimana scorsa da Il Sole 24 Ore sarebbe stato selezionato dalla Commissione europea nell’ambito della seconda tornata dei progetti strategici previsti dal Critical Raw Materials Act, il regolamento con cui la Ue punta a rendere più sicure e diversificate le proprie fonti di approvvigionamento di materiali indispensabili per l’industria.
L’obiettivo è raddoppiare rapidamente il fatturato
“Abbiamo acquisito e stiamo ristrutturando lo stabile, avevamo pianificato di prenderlo nel giro di un anno ma abbiamo accelerato”, spiega Andrea Colasurdo, amministratore delegato e socio di Italrecycling & Investment, di cui è stato fondatore insieme ad altri imprenditori del territorio: una compagine che ne detiene tuttora la proprietà. “Siamo partiti nel 2019, la crescita è stata molto veloce e importante”, aggiunge, spiegando che anche grazie al progetto ReSupLir l’azienda conta di raddoppiare, nel giro di un paio di anni, un fatturato che nel 2025 ha sfiorato i 260 milioni di euro rispetto ai 163 del 2024. Dal punto di vista occupazionale, i 28 dipendenti di oggi, con 4 nuove assunzioni già pianificate, sono destinati a crescere con ReSupLir: “Altre 15-20 persone nel medio periodo“, dice Colasurdo.
Italrecycling & Investment è specializzata nel recupero e nell’affinazione di metalli preziosi: oro, argento, platino, palladio, rodio, rutenio e iridio. “Ero direttore operation di Lem Galvanica – ricorda l’ad – e a un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di chiudere il nostro cerchio interno del recupero di materiali. Da qui, la voglia di cimentarsi in questo settore, pur sapendo che la sfida sarebbe stata importante considerato il livello altissimo delle aziende di Arezzo. Piano piano ce l’abbiamo fatta, sapendo comunque che è un vantaggio essere qui: ci siamo sviluppati anche grazie a partnership con player importanti come Chimet, Tca, Italpreziosi. Questo ci ha permesso di crescere in una maniera importante”.
“Avanti con le nostre forze”
Anche sulla scorta di questa crescita significativa per linee interne gli attuali soci non ritengono necessario, al momento, aprire il capitale dell’azienda a nuovi investitori. “Stiamo dialogando, oltre che con istituti bancari, anche con finanziatori istituzionali che stanno mostrando interesse verso il progetto, ma vogliamo andare avanti con le nostre forze”. La costruzione dell’impianto a Monte San Savino avverrà solo dopo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni: “Si tratta di un impianto con un impatto ambientale più ridotto“, precisa l’ad, dicendo che “le fonti saranno da rifiuti industriali e una parte, in base al Critical Raw Materials Act, può arrivare anche da concentrati minerari“.
Grazie all’inclusione del progetto tra quelli strategici dell’Unione Europea, l’iter autorizzativo di ReSupLir non passerà dai canali standard, ma sarà gestito direttamente da un gruppo di coordinamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, creato dal ministro Adolfo Urso e guidato dal dirigente Francesco Tenuta, che garantirà il rilascio dei permessi entro un massimo di 12 mesi. Un plus notevole, oltre alla possibilità di accedere a forme di finanza agevolata.
Leonardo Testai