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31 agosto 2026

Siena mappa le aziende per anticipare le crisi: primo protocollo in Italia

Regione, Provincia e sindacati varano un nuovo modello che parte dall’analisi del tessuto produttivo e dei fabbisogni di lavoro. Negli ultimi tre anni persi circa 1.500 posti, cassa integrazione in aumento del 322%.

Un corteo al tempo della vertenza Beko a Siena

Un corteo al tempo della vertenza Beko a Siena

Regione, Provincia e sindacati varano un nuovo modello che parte dall’analisi del tessuto produttivo e dei fabbisogni di lavoro. Negli ultimi tre anni persi circa 1.500 posti, cassa integrazione in aumento del 322%. Mappare le aziende e i loro fabbisogni per individuare in anticipo le situazioni di difficoltà e intervenire prima che la crisi esploda. È il principio alla base dell’Accordo per il rilancio del territorio firmato questa mattina a Siena, un protocollo che, secondo Cgil, Cisl e Uil, rappresenta il primo esperimento di questo tipo in Italia.

Il nuovo modello non sostituisce l’unità di crisi della Regione Toscana, che interviene sulle vertenze già aperte, ma punta ad affiancarla cercando di anticipare i processi. Si parte dalla mappatura del tessuto produttivo e dall’analisi dei fabbisogni delle imprese, sia per affrontare la carenza di manodopera sia per favorirne la qualificazione. L’accordo punta inoltre a valorizzare le aziende impegnate in percorsi di responsabilità sociale e a contrastare concorrenza sleale, sfruttamento del lavoro e dumping contrattuale.

In tre anni persi 1.500 posti

L’intesa nasce dal deterioramento del quadro economico e occupazionale della provincia. Secondo i dati indicati dai sindacati, tra il 2023 e il 2025 decine di aziende hanno chiuso, ridotto gli organici o avviato procedure di crisi, con circa 1.500 posti di lavoro persi. Nello stesso periodo la cassa integrazione avrebbe registrato un incremento del 322%. Cgil, Cisl e Uil segnalano anche un peggioramento delle condizioni sociali: il 12% della popolazione provinciale avrebbe ridotto o perso la propria condizione lavorativa e il 30% delle famiglie diminuito i consumi alimentari.

Un quadro che, secondo i sindacati, potrebbe aggravarsi qualora venissero meno «l’integrità di Mps, la sua territorialità ed un modello di credito orientato allo sviluppo dei territori, al sostegno all’economia reale e al lavoro».

Il patto nato dalla proposta dei sindacati

Il protocollo è il risultato del percorso avviato lo scorso anno da Cgil, Cisl e Uil Siena con la presentazione di una piattaforma provinciale alle istituzioni e alle associazioni di categoria. La proposta è stata raccolta da Regione Toscana e Provincia di Siena e l’accordo sarà aperto all’adesione dei Comuni.

«La firma di oggi è un primo grande risultato che dimostra la capacità di questa comunità di voler fare sistema, lavorare con sinergie e alleanze», affermano Alice D’Ercole, Riccardo Pucci e Sandro Santinami, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Siena.

«Un protocollo non è una soluzione di per sé – concludono – ma, se praticato con continuità e convinzione, siamo certi possa rappresentare uno strumento straordinario» per governare le crisi e costruire progetti condivisi per la tenuta sociale e occupazionale della provincia. (redcm)

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