Jsw Steel Italy conferma l’impegno a presentare e realizzare un proprio progetto a Piombino se quello di Metinvest non andrà avanti. “Se toccherà a noi, l’investimento lo faremo“, afferma il presidente Marco Carrai, che non commenta le indiscrezioni su un possibile subentro o affiancamento al gruppo ucraino, ma richiama gli obblighi contenuti nell’accordo firmato nel luglio scorso. “Credo che Jsw abbia messo un ombrello molto importante sull’occupazione, assicurando i lavoratori”. Mentre Jsw festeggia una nuova commessa in Marocco, un affare da 14 milioni per la fornitura di rotaie.
Il punto comune è la tutela del bacino occupazionale di Piombino, dove, secondo il presidente, circa 700 dipendenti sono in cassa integrazione sotto Jsw. “Non sono uso commentare gli articoli di stampa”, dice Carrai, ricordando che “nel nostro accordo di programma vi è scritto che se entro il 2027 Metinvest non procede, noi ci impegniamo entro il giugno 2028 a presentare un progetto e a realizzarlo“. Per la parte dei dipendenti, spiega, “ci siamo impegnati come Jsw e consociate, cioè Piombino Logistics e Gsi, a mantenere un bacino occupazionale, facendolo rientrare all’interno delle nostre società”.
Jsw chiede al Comune la variante urbanistica
Rimane il nodo degli investimenti programmati da Jsw e , finora, non messi in campo. L’accordo di luglio, secondo Carrai, “permetterà allo stabilimento di Piombino di realizzare gli investimenti per i quali i macchinari, peraltro, sono già da quasi più di un anno e mezzo fermi presso il nostro stabilimento in attesa di poter iniziare i lavori. Questo ci permetterà di ampliare la gamma di prodotti e anche di innovare e rendere più efficiente il treno di laminazione delle rotaie“. Per questo “stiamo aspettando la variante urbanistica – dice il presidente di Jsw Steel Italy – che deve fare il Comune: il giorno dopo in cui ci arriverà la variante, noi inizieremo i lavori per essere ancora più efficienti e aggredire ancora di più il mercato”.
La commessa in Marocco, sottolinea, non è un caso isolato, perché già oggi oltre il 60% della produzione va all’estero; questo dimostra che c’è una naturale efficienza produttiva da parte della nostra azienda, che è ritornata a imporsi anche nei mercati internazionali“. L’ammodernamento del treno rotaie dovrebbe riuscire a rafforzare questa presenza. “Io credo che Piombino, per la nostra parte, ossia la produzione delle rotaie, sia tornata prepotentemente all’interno dei mercati internazionali”, conclude Carrai.
Leonardo Testai