Nulla di fatto al ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’incontro tra azienda, organizzazioni sindacali e governo sulla vertenza Dumarey, convocato subito dopo l’annuncio del licenziamento di 35 lavoratori in staff leasing da parte dell’azienda pisana della componentistica per l’automotive. Un annuncio che aveva innescato subito uno sciopero alla fabbrica di Fauglia, e aveva portato alla convocazione immediata di un incontro a Roma.
“Nel corso del confronto, le parti hanno confermato le rispettive posizioni”, spiega Angelo Capone, segretario della Fiom-Cgil di Pisa. “Preso atto della distanza tra le posizioni – evidenzia -, il Governo ha proposto di congelare la situazione, rinviando il confronto a un nuovo incontro che si terrà alla presenza del nuovo amministratore delegato e successivamente alla presentazione del piano industriale, ritenuto un passaggio fondamentale per valutare le reali prospettive del sito. L’azienda si è riservata di comunicare entro la serata di mercoledì la propria decisione in merito alla proposta avanzata dal Ministero”.
La situazione difficile di Dumarey si innesta in un quadro europeo dell’automotive che mostra segni di sofferenza. Venerdì 24 luglio Volkswagen, uno dei committenti chiave di Dumarey, ha comunicato un calo dell’11,6% dell’utile registrato nel primo semestre 2026, rivedendo le stime per fine anno – e prevedendo un calo fino al 3% del fatturato: numeri che hanno spinto l’amministratore delegato del gruppo Vw, Oliver Blume, ad annunciare la volontà di accelerare sul piano di risparmio che contempla la chiusura di quattro stabilimenti in Germania, con 50mila posti di lavoro a rischio. (lt)