Al centro della foto Giuseppe Fanfani, garante per i diritti dei detenuti della Toscana
Formazione professionale in carcere per aiutare la rieducazione dei detenuti, con vantaggi anche per le aziende: è la proposta avanzata dal garante per i diritti dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani, che ha guidato una delegazione in visita ispettiva al carcere fiorentino di Sollicciano, guidando una delegazione di consiglieri regionali e rappresentanti di associazioni. Un sopralluogo in una struttura “per molti aspetti inadeguata, tant’è che il tribunale di Firenze ha ritenuto di confermare il provvedimento che sequestrava due sezioni”, ha sottolineato Fanfani.
Il carcere, ha sottolineato il garante, “ha la funzione di ospitare delle persone” e anche “di rieducarle” per “garantire loro che la società prima o poi le riaccoglierà al suo interno: se no escono peggiori di quando sono entrate”. Proprio per questo motivo, ha aggiunto Fanfani, “farei, come ha chiesto la direttrice, una scuola per idraulici, una scuola per meccanici, una scuola per saldatori, una scuola per muratori, eccetera. Se venissero le aziende qua dentro a insegnar loro qualcosa, usufruendo anche di benefici fiscali della legge Smuraglia, avremmo accompagnato le persone a un percorso in uscita migliore”.
I vantaggi per le imprese previsti dalla norma
Le imprese che assumono detenuti o internati all’interno degli istituti penitenziari o lavoranti all’esterno possono ottenere un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto, nei limiti del costo per esso sostenuto, di 520 euro mensili. Quelle che assumono semiliberi possono ottenere un credito d’imposta per ogni lavoratore assunto, nei limiti del costo per esso sostenuto, di 300 euro mensili. Gli stessi sgravi si applicano alle imprese che svolgono attività di formazione nei confronti di detenuti o internati, a condizione che al periodo di formazione segua l’immediata assunzione per un tempo minimo corrispondente al triplo del periodo di formazione per il quale l’impresa ha fruito dello sgravio.
Entro il 31 ottobre di ogni anno le aziende convenzionate con gli istituti devono presentare apposita istanza alla direzione dell’istituto, indicando l’ammontare complessivo del credito d’imposta di cui intendono fruire per l’anno successivo, includendo nella somma anche il periodo post detentivo e quello dedicato all’attività di formazione. Le direzioni trasmettono le istanze ai provveditorati, che entro il 15 novembre devono inviare le istanze al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Quest’ultimo entro il 15 dicembre determina l’importo massimo spettante ad ogni singolo soggetto imprenditoriale. Il credito fiscale potrà essere compensato dalle aziende solo quando sarà effettivamente maturato a seguito dell’assunzione dei lavoratori. (lt)