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12 agosto 2026

Ex Ogr, parte il confronto sul futuro degli 8 ettari di Porta al Prato

Online il sito dedicato alla trasformazione dell’ex area ferroviaria acquistata nel 2023 da Flora Development. Le previsioni urbanistiche indicano un mix a prevalenza residenziale, con ricettivo, uffici, servizi e commercio.

Un rendering del progetto all'ex Ogr di Firenze (Studio Abdr)

Un rendering del progetto all'ex Ogr di Firenze (Studio Abdr)

È online exogrfirenze.it, il nuovo sito dedicato alla trasformazione delle ex Officine Grandi Riparazioni di Firenze. È il primo tassello del percorso di «informazione partecipata» concordato tra il Comune e Flora Development, la società che nel febbraio 2023 ha acquistato l’area da Fs Sistemi Urbani. In gioco c’è il futuro di uno dei maggiori comparti di trasformazione urbana di Firenze: circa 80.300 metri quadrati a Porta al Prato, in una posizione strategica tra il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la Manifattura Tabacchi e il Parco delle Cascine.

L’area acquistata dai fondi nel 2023

Le ex Ogr erano state messe sul mercato da Fs Sistemi Urbani e cedute nel febbraio 2023 a Flora Development Srl, società indicata nelle ricostruzioni pubbliche come riconducibile al fondo immobiliare lussemburghese Ginkgo 3 e ad altri fondi. Il valore della compravendita non venne reso noto ufficialmente da Fs; successive ricostruzioni lo hanno indicato intorno ai 10 milioni di euro.

Il comparto è formato da due lotti, rispettivamente di circa 68mila e 12mila metri quadrati. A separarli c’è l’ex sedime ferroviario sul quale è previsto il passaggio della linea T4 della tramvia, elemento destinato ad avere un ruolo importante nella futura accessibilità dell’area.

Flora Development è oggi il soggetto proprietario che gestisce il processo di sviluppo immobiliare e al quale spetta la presentazione del Piano urbanistico attuativo.

Case, ricettivo, uffici e commercio

Le previsioni urbanistiche consentono una trasformazione a funzioni miste. Al momento della vendita Fs indicava una destinazione per il 60% residenziale, comprendente anche esercizi di vicinato, per il 15% turistico-ricettiva, per il 16% direzionale e servizi privati e per il restante 9% commerciale, con la possibilità di insediare medie strutture di vendita. È prevista una flessibilità del 20% tra le diverse destinazioni. Non sarà però soltanto un intervento immobiliare. Le previsioni comprendono anche verde, spazi pubblici e funzioni culturali, con l’obiettivo di ricucire un’area rimasta a lungo separata dal tessuto urbano con il vicino Parco delle Cascine.

Il progetto architettonico e urbanistico è affidato allo studio Abdr di Roma, lo stesso che ha lavorato alla realizzazione del Teatro del Maggio. Il progetto del verde e del paesaggio, compresa la riqualificazione del Fosso Macinante, è invece seguito dallo studio Land di Milano. Il masterplan, tuttavia, è ancora in fase di sviluppo. Le destinazioni urbanistiche definiscono quindi il perimetro entro il quale potrà muoversi l’intervento, ma non equivalgono ancora al progetto definitivo.

Il confronto sulla trasformazione

Ed è proprio sulle caratteristiche della futura trasformazione che negli ultimi mesi si è sviluppato il confronto politico e cittadino. Associazioni e comitati hanno chiesto maggiore attenzione alla quantità delle nuove edificazioni e alla presenza di verde e funzioni pubbliche. A luglio Sinistra Progetto Comune ha presentato anche una mozione per chiedere all’amministrazione di valutare la possibilità di un riacquisto pubblico dell’area.

Il percorso di «informazione partecipata» voluto dal Comune e finanziato da Flora Development si inserisce dunque in questa fase. Il nuovo sito, curato dalla cooperativa impresa sociale Sociolab e dall’agenzia Flod, raccoglie cronologicamente gli atti ufficiali che riguardano le ex Ogr, dalle prime previsioni urbanistiche agli sviluppi più recenti. Contiene inoltre immagini satellitari degli ultimi vent’anni, fotografie dei vecchi capannoni e dello stato attuale e le rappresentazioni del masterplan.

Parallelamente è iniziata un’attività di ascolto attraverso interviste a residenti, associazioni, circoli, parrocchie, comitati, categorie economiche e istituti scolastici delle zone di San Jacopino, Porta al Prato e Novoli.

Da settembre il confronto entrerà in una nuova fase: sono previste visite all’interno delle ex Ogr, durante le quali saranno illustrati il masterplan e l’idea progettuale, incontri pubblici dedicati ai diversi aspetti della trasformazione e appuntamenti itineranti nei quartieri.

Dopo la vendita e l’avvio delle demolizioni, si apre quindi il passaggio decisivo: definire che cosa diventeranno concretamente gli otto ettari delle ex Officine Grandi Riparazioni e quale equilibrio sarà trovato tra investimento privato, nuove costruzioni, verde e funzioni pubbliche. (em)

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