Anna Sodi, vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa con delega alla sicurezza e alla pianificazione del territorio
«Il pubblico da solo non può farcela. Il privato può dare una mano, con lo strumento del project financing. Realizziamo insieme le opere infrastrutturali che servono alla Toscana». Anna Sodi, vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa con delega alla Sicurezza e Pianificazione del Territorio, propone una nuova stagione di collaborazione tra pubblico e privato per finanziare le infrastrutture e mettere in sicurezza il territorio. Per ora è un’idea, ma l’obiettivo è trasformarla presto in un progetto strutturato.
A lei è stata affidata la delega alla Sicurezza e Pianificazione del Territorio: una delega trasversale perché tocca molti aspetti…
«Una delega molto ampia, strategica, perché la sicurezza e la pianificazione del territorio è sì una questione di sicurezza dei cittadini, ma anche di continuità produttiva e di competitività. Il nostro è un territorio molto fragile. E non possiamo ricordarcelo solo nella gestione dell’emergenze. La prevenzione deve diventare materia quotidiana. Dobbiamo invertire la rotta e porre la pianificazione, la prevenzione e una cura costante e sistematica del territorio come assi strategici prioritari. Per farlo serve una programmazione di lungo periodo, risorse e, soprattutto, procedure chiare e certe. Noi imprese, soprattutto quelle del mio settore, abbiamo innovazione e competenze. Su un tema così strategico il pubblico non può farcela da solo».
Da cosa nasce l’idea di mettere insieme pubblico e privato?
«Anzitutto dalla mia esperienza di imprenditrice nel settore delle costruzioni. Il partenariato pubblico-privato non sempre ha dato risultati positivi, ma è necessario se vogliamo risolvere i problemi di sicurezza del territorio. Adesso il pubblico decide e il privato esegue, con le risorse messe a disposizione dal pubblico. Penso che, anche in Toscana, sia arrivato il momento di un maggior coinvolgimento delle imprese del territorio, non solo nell’esecuzione delle opere».
Sta pensando a una collaborazione attraverso il project financing?
«Lo strumento del project financing può essere una risposta. La Toscana, come anche le altre regioni, ha un problema di sicurezza idrogeologica e di dotazione infrastrutturale. Servono risorse ingenti per realizzare le opere, che la parte pubblica non ha. Il privato potrebbe entrare in progetti strategici infrastrutturali».
Il Pnrr ha sostenuto per anni gli investimenti nelle costruzioni. Ora che ci avviciniamo alla conclusione di quella stagione, come si troveranno le risorse necessarie per le nuove opere?
«I progetti si sono già fermati. Le imprese edili vengono da anni importanti, in cui hanno messo a frutto le risorse del Pnrr. Le imprese sono preoccupate per questo rallentamento: a maggior ragione, serve la partnership pubblico-privato».
Quali dovrebbero essere le priorità?
«Un ottimo piano di manutenzione, prima di tutto. E poi il completamento delle opere incompiute o realizzate solo parzialmente, attraverso nuovi finanziamenti».
La sicurezza del territorio viene spesso considerata un costo. Per le imprese può essere invece un investimento?
«Viene spesso vista come un costo, ma è sbagliato. Se metto in sicurezza la mia azienda e il territorio intorno a me, è un beneficio. Pensiamo alla manutenzione regolare dei torrenti».
Lo stesso ragionamento vale per l’obbligo delle polizze contro i rischi catastrofali? Per molte imprese rappresentano un altro balzello.
«No. Sui danni registrati il nostro Stato rimborsa il 10 per cento. Come può un’azienda non assicurarsi? Però le polizze sono ancora poche; e forse è un problema culturale ma anche di costo».
Sul fronte della sicurezza idraulica, di quali interventi ha bisogno la Toscana?
«Non siamo messi così male rispetto alle altre regioni. Il bacino di Bilancino nasce come tutela dell’Arno. La messa in sicurezza dell’Arno è stata decisiva. Ci sono però decine di progetti strategici fermi al ministero».
Una ultima domanda, con la sua azienda ha scelto di sponsorizzare TEDx Bilancino Lake 2026, un evento un po’ fuori dal vostro settore?
«La condivisione e il confronto sono per la mia azienda gli elementi fondanti di ogni progetto e di ogni sfida. Il tavolo di confronto è un metodo di crescita interno per tutta la nostra gestione. Per questo quando ho incontrato gli ideatori di TEDx Bilancino Lake per una possibile partnership, ho deciso come Gruppo Sodi di dare il nostro contributo».
Cristiano Meoni