Approvare il piano regionale di sviluppo entro i primi mesi del 2027: è l’intento dichiarato da Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, che ha riunito nuovamente le categorie economiche e i sindacati a Palazzo Strozzi Sacrati per lavorare al rilancio dell’economia regionale. L’idea è quella di voler presentare un primo documento informativo alla Giunta entro fine 2026, per poi arrivare all’approvazione definitiva nei primi mesi dell’anno prossimo. “La parola d’ordine è concertazione“, ha spiegato Giani, secondo cui l’incontro è andato “molto bene”, ed “è stato un incontro molto costruttivo e molto positivo”.
L’obiettivo rimarcato dal governatore “è quello di rilanciare i cinque punti che avevo posto: reindustrializzazione, utilizzo dei Fondi europei, supporto della Regione attraverso Fidi Toscana e le realtà bancarie, formazione professionale e sviluppo dei distretti industriali. Aggiungo un sesto punto: l’agricoltura. Queste tematiche verranno affrontate attraverso dei tavoli di lavoro per ricevere proposte volte a implementare il piano, che nei prossimi quattro anni caratterizzerà l’azione della Regione”.
I sindacati chiedono investimenti e assunzioni stabili
Per quanto l’incontro abbia avuto un carattere ancora interlocutorio, le parti sociali mostrano interesse per il percorso tracciato dalla Regione. “Concertiamo il piano regionale di sviluppo perché sia frutto di un lavoro condiviso”, ha commentato la segretaria generale Cisl Toscana, Silvia Russo. “Abbiamo ribadito la centralità della questione salariale – ha detto il segretario generale Cgil Toscana, Rossano Rossi – e del bisogno di legare gli investimenti e i sostegni a occupazione e stabilità del lavoro. I fondi per la coesione possono diventare a rischio per le spese per il riarmo e serve un fronte comune per opporsi”.
Per Paolo Fantappiè, segretario generale della Uil Toscana, le imprese che accederanno ai finanziamenti pubblici dovranno “non effettuare licenziamenti, fare assunzioni stabili, applicare i Ccnl sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, rinnovare i contratti integrativi ridistribuendo parte degli utili ai lavoratori, legare i finanziamenti a processi di innovazione e digitalizzazione“. Infine, ha detto il segretario Uil, “l’importanza che le imprese investano anche capitali privati”, avendo come obiettivo “il recupero dei salari e dei consumi interni, dando finalmente respiro alle famiglie toscane”. (lt)