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27 agosto 2026

Porto di Livorno, il Tar boccia i vincoli del Comune: «La pianificazione spetta all’Authority»

Confindustria Toscana Centro e Costa, tra i promotori del ricorso: «Vittoria strategica per il territorio, quei vincoli rischiavano di bloccare investimenti già programmati». Ora l’adeguamento del Piano regolatore portuale.

Il porto di Livorno

Il porto di Livorno

Il Tar della Toscana mette un punto fermo sulla pianificazione del porto di Livorno: nelle aree portuali e retro-portuali è l’Autorità di sistema portuale, e non il Comune, ad avere la competenza urbanistica. Una decisione con conseguenze dirette anche sugli investimenti delle imprese dello scalo. 

La prima sezione del Tribunale amministrativo ha accolto i ricorsi riuniti presentati dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, da Porta Medicea, Confindustria Toscana Centro e Costa e da un gruppo di imprese terminaliste e concessionarie, dichiarando la nullità parziale della delibera del consiglio comunale di Livorno del 28 luglio 2025 relativa alla variante al piano strutturale e al piano operativo. 

Il principio affermato dai giudici è netto: il Comune non può estendere la propria pianificazione urbanistica alle banchine e alle aree retroportuali comprese nel perimetro di competenza dell’Autorità portuale

Il porto si governa con il piano regolatore portuale 

Alla base della decisione c’è la riforma della legge sui porti introdotta nel 2021. La pianificazione delle aree portuali e retroportuali compete all’Autorità di sistema attraverso il Piano regolatore portuale (Prp), considerato un piano territoriale di rilevanza statale e lo strumento di governo del territorio all’interno del proprio perimetro. Al Comune resta invece la pianificazione delle aree di interazione porto-città. 

Secondo l’AdSP, includendo nel proprio piano le aree operative e retro-portuali il Comune avrebbe quindi esercitato una competenza attribuita dalla legge all’Authority. 

Per il presidente dell’Autorità Portuale Davide Gariglio, la decisione ha un’immediata conseguenza economica: per le imprese significa la rimozione di «un aggravio procedimentale che rischiava di fermare investimenti già programmati». 

I vincoli paesaggistici non scompaiono 

La sentenza, però, non trasforma il porto in una zona franca dalla tutela paesaggistica. «La pronuncia non consegna al porto una zona franca dal paesaggio: gli restituisce la sede propria in cui il paesaggio va tutelato, che è il piano regolatore portuale», sottolinea Gariglio. Il Prp vigente risale infatti al 2015 ed è precedente al Piano paesaggistico della Toscana. Dovrà quindi essere sottoposto alle procedure di conformazione o adeguamento alla pianificazione paesaggistica. In sostanza, il vincolo non viene cancellato: cambia lo strumento attraverso il quale deve essere disciplinato.

Confindustria: «Una vittoria strategica per il territorio»

Soddisfazione per la sentenza arriva anche da Confindustria Toscana Centro e Costa, che aveva promosso l’azione legale insieme a un gruppo di imprese terminaliste e concessionarie, al fianco dell’Autorità di sistema portuale e di Porta Medicea. «La pronuncia del Tar rappresenta una vittoria strategica per la tenuta economica del nostro territorio», sottolinea Giovanni Laviosa, presidente della delegazione di Livorno di Confindustria Toscana Centro e Costa. «L’estensione indebita di quel vincolo rischiava di bloccare investimenti già programmati dalle aziende e di paralizzare le attività di uno scalo che costituisce un primario motore di crescita e occupazione per la Toscana e per l’intero Paese».

Confindustria sottolinea anche la convergenza emersa dopo la sentenza tra il presidente dell’Autorità di sistema portuale Davide Gariglio e il sindaco di Livorno Luca Salvetti sulla centralità dello scalo e sulla necessità di conciliare tutela e sviluppo attraverso il Piano regolatore portuale. «Ora che la certezza del diritto è stata ripristinata e il perimetro delle competenze è stato chiarito in modo inequivocabile, siamo pronti a collaborare costruttivamente con l’Authority, il Comune, la Regione e le Soprintendenze», conclude Laviosa. L’obiettivo, aggiunge, è l’adeguamento del Prp per garantire «uno sviluppo sostenibile, celere e competitivo, al riparo da inutili e dannosi aggravi burocratici».

 Ora tocca all’Authority 

L’Autorità Portuale dovrà quindi procedere all’adeguamento del Piano regolatore vigente al Documento di pianificazione strategica di sistema approvato con decreto ministeriale nel luglio 2024. Il percorso coinvolgerà Regione Toscana, Comune di Livorno e ministero della Cultura e servirà anche a individuare le aree caratterizzate da una «rilevante e significativa infrastrutturazione».  (redcm)

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