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22 maggio 2026

A Prato il voto post-commissario, senza entusiasmo. Biffoni punta a vincere al primo turno

La città del tessile e dell’immigrazione cinese sceglie il sindaco dopo dieci mesi senza guida politica. Ecco cosa troverà sul tavolo.

Silvia Pieraccini
Matteo Biffoni (Pd), Gianluca Banchelli (Fratelli d'Italia) e Jonathan Targetti (L'Alternativa c'è)

Matteo Biffoni (Pd), Gianluca Banchelli (Fratelli d'Italia) e Jonathan Targetti (L'Alternativa c'è)

Una città di 196mila abitanti che ha 51mila residenti stranieri (il 26%), soprattutto cinesi, e un tasso di criminalità tra i più alti in Italia, alle prese con la necessità di difendere la sua antica vocazione industriale, aumentare il tasso di istruzione (inferiore alla media toscana e italiana, e con 300 minorenni mai stati iscritti a scuola) e ritrovare una identità intorno ad alcuni progetti strategici. E’ il “menu” che troverà sul tavolo il sindaco di Prato che uscirà dalle urne lunedì prossimo (o l’8 giugno in caso di ballottaggio) dopo una stagione sconvolgente vissuta dalla seconda città della Toscana.

Negli ultimi dieci mesi al posto del sindaco c’è stato un prefetto

Dal luglio scorso il Comune è retto da un commissario prefettizio, Claudio Sammartino, che può occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione. L’ex sindaca Ilaria Bugetti, prima donna alla guida del Comune eletta nel giugno 2024, si avvia ad essere processata (la Direzione distrettuale antimafia ha appena chiesto il rinvio a giudizio) per corruzione, insieme con l’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci. Sviluppo e coesione, le parole che da sempre hanno guidato la crescita di Prato, sembrano dimenticate, e non solo dalla politica: le categorie economiche – in una fase delicata per le aziende del territorio – stanno litigando anche sulla scelta del presidente della Camera di commercio di Prato-Pistoia.

Fondazione Caponnetto: attenzione alla mafia cinese

La città è annichilita, disorientata, incapace di reagire. I fatti di cronaca che si sono susseguiti negli ultimi tempi, dall’accoltellamento di un ragazzo in pieno centro ai pestaggi ai lavoratori pakistani che protestano contro i titolari cinesi che li sfruttano, fino al traffico di rifiuti tessili e alle banche clandestine, hanno lasciato il segno. La Fondazione Caponnetto nei giorni scorsi ha presentato un dossier su Prato che dice in sostanza “attenzione: la mafia cinese esiste e sta cercando di infiltrarsi nella politica”.

Perso il ruolo di motore economico regionale

Il declino è nei numeri. La città ha piano piano perso il ruolo di motore economico della regione: l’industria tessile è dimagrita senza che il suo posto sia stato preso da altri settori (a parte le confezioni cinesi); i servizi pubblici si sono diluiti nel maxi contenitore pubblico Plures; il commercio soffre come mai prima d’ora e l’artigianato fa altrettanto; il Pnrr non ha dato la spinta che ci si attendeva e i progetti che aspettano da anni, dagli impianti sportivi al parco urbano al sottopasso sulla strada ‘declassata’, sono ancora lì, in attesa.

Centrodestra e centrosinistra hanno scelto il candidato all’ultimo tuffo

In questo quadro la corsa a sindaco ha un sapore dolceamaro: il Pd non ha fatto le primarie e, dopo molti tentennamenti e lacerazioni interne, alla fine ha riproposto Matteo Biffoni, 52 anni, attuale consigliere regionale e sindaco di Prato per dieci anni, dal 2004 al 2014, sostenuto dal “campo largo” formato da Casa Riformista, Alleanza Verdi Sinistra e M5S, oltre che dalla lista ‘Biffoni sindaco’. Il centrodestra ha scelto all’ultimo tuffo, anche qui dopo veti incrociati e accuse tra i partiti della coalizione, il consulente aziendale Gianluca Banchelli, 49 anni, di Fratelli d’Italia, un passato da consigliere comunale e da candidato in Consiglio regionale. Il terzo incomodo è l’imprenditore del vintage militare Jonathan Targetti, 40 anni, con la lista “L’Alternativa C’è” che ha già promesso, nel caso di elezione di Biffoni, la presentazione di un ricorso per ineleggibilità perché, sussistendo il divieto di terzo mandato per i sindaci delle grandi città, sarebbe troppo breve lo stacco tra la fine del precedente incarico e l’inizio di questo. Verrebbe vanificata, sostiene Targetti, la ratio della norma che vuol evitare l’accentramento del potere nelle mani della stessa persona per un periodo molto lungo. Gli altri candidati sono Emilio Paradiso con la lista ‘Alleati per Prato’; Enrico Zanieri per ‘Unità popolare’; Claudio Belgiorno che si presenta con una propria lista civica.  

Infrastrutture, lavoro, lotta all’illegalità tra le priorità dei candidati

Biffoni ha deciso di non partecipare ai dibattiti con gli altri candidati, e dunque il confronto sui temi non c’è stato. Tra le priorità dell’ex sindaco c’è la costruzione di un tunnel lungo 700 metri sulla strada ‘declassata’, progetto inseguito anche nei precedenti mandati, che costerà 48 milioni di euro e sarà realizzato dall’azienda ravennate di costruzioni Cmc che fa capo al nuovo presidente del Prato Calcio, Antonio Politano. Per Banchelli le priorità sono sicurezza, casa, urbanistica e soprattutto lavoro, ha scritto in una lettera aperta alla città in cui sottolinea che Prato deve creare le condizione per nuova occupazione e per questo occorre sostenere chi produce e chi investe. Targetti insiste sulla creazione di una sezione della Direzione antimafia in città per arginare illegalità e criminalità, considerate il pericolo maggiore per il futuro del distretto e le zavorre per il rilancio, oltre a promettere trasparenza e rendicontazione.

Gli aventi diritto al voto sono 126mila, ma quanti voteranno?

Per vincere – se andranno a votare 80mila persone, com’è successo all’ultimo referendum, su 126mila aventi diritto al voto – ci vorranno circa 40mila voti. Il ballottaggio è lo spauracchio di Biffoni, che punta a vincere al primo turno, e l’obiettivo di Banchelli, che sconta una campagna elettorale breve e in sordina. Targetti punta a entrare in Consiglio comunale e a fare l’ago della bilancia in caso di ballottaggio.

Si apre una stagione difficile

Comunque andrà a finire, per Prato si apre una stagione difficile: la città non ha mai considerato la vicinanza con Firenze come un un “plus” da valorizzare a livello turistico, industriale e culturale, e ha continuato a camminare da sola, senza una visione chiara su cosa essere e sui progetti da realizzare. Il festival culturale ‘Seminare idee’ che sta per iniziare – promosso dalla Fondazione Cassa di risparmio di Prato, la più “povera” della Toscana con appena 1 milione all’anno di risorse distribuite al territorio – è il tentativo di riscatto di una città che vede ogni anno 500 giovani abbandonare la scuola prima del diploma. Pochi diplomati e pochi laureati rendono (ancora più) difficile lo sviluppo.

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Silvia Pieraccini

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