La crisi del settore tessile e del sistema moda in Toscana appare ormai strutturale, ed è aggravata dalle dinamiche geopolitiche e dai cambiamenti dei mercati internazionali: questa l’analisi del congresso regionale della Uiltec Toscana, svoltosi a Prato, che ha rieletto segretario regionale Claudio Di Caro, alla presenza della leader nazionale Uiltec Daniela Piras. “Oggi abbiamo circa 5.000 lavoratori coinvolti nei tavoli di crisi regionali – ha affermato Di Caro -, il 75% legati al tessile-moda: la cassa integrazione è aumentata in modo esponenziale e crescono chiusure e perdita di posti di lavoro”.
Nel comparto pelletteria, cuoio e calzature, ha spiegato il segretario regionale dei tessili Uil, “si concentra il 42% degli occupati della moda ma il 75% della Cig: parliamo di oltre 6.400 lavoratori medi mensili coinvolti, che diventano più di 8.500 considerando l’intera filiera”. Tra le priorità indicate dalla Uiltec Toscana, l’attivazione di ammortizzatori sociali straordinari per evitare la perdita definitiva del tessuto produttivo e delle competenze: “Se perdiamo il saper fare – ha concluso Di Caro – non saremo pronti a ripartire quando il mercato tornerà a crescere”.
“Il rigassificatore di Piombino è strategico per l’energia”
Piras ha osservato che “il tessile rappresenta circa il 40% del manifatturiero toscano e la sua crisi mette a rischio l’intero sistema economico regionale. Servono risposte urgenti e strutturali”. Ma per la leader nazionale Uiltec la precondizione è risolvere il problema dell’energia. “E’ indispensabile rafforzare l’indipendenza energetica dell’Italia per affrontare le instabilità globali”, ha detto, richiamando l’attenzione sulle pesanti ricadute della crisi energetica e sull’assenza di un quadro stabile di politiche industriali.
“Dalla Toscana – ha sottolineato Piras – arriva un segnale concreto: la nave rigassificatrice di Piombino, la cui permanenza sarà prorogata, è una scelta strategica che dimostra come decisioni chiare producano risultati. E’ tuttavia fondamentale che l’Italia e l’Europa definiscano strategie concrete. In tal senso ben vengano strumenti come l’Industrial Accelerator Act con l’intento di sostenere l’industria europea e garantire la resilienza dei nostri distretti produttivi. Bisogna procedere su questa linea, tra autonomia energetica e rafforzamento industriale, senza ulteriori ritardi”. (lt)