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09 aprile 2026

Investimento casa: in Toscana sempre più difficile acquistare la propria abitazione

Secondo l’Osservatorio sociale regionale l’affordability index scende sotto il livello di guardia. Soffre anche l’Erp.

Leonardo Testai
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E’ sempre più difficile per i toscani investire nell’acquisto della propria abitazione: il 14/o rapporto sulla condizione abitativa in Toscana stilato dall’Osservatorio sociale regionale in collaborazione con Anci Toscana rivela che nell’arco di venti anni la percentuale di famiglie proprietarie di casa propria è diminuita di oltre 3 punti, passando dall’86,4% del 2004 all’83,1% nel 2024. Questo, in una regione che si colloca al quinto posto in Italia per prezzi medi degli immobili residenziali (2.573 euro/mq a giugno 2025), con forti disparità fra i vari territori: e le quotazioni non accennano a scendere neanche a inizio 2026.

L’Affordability index regionale, che misura la capacità delle famiglie di acquistare un’abitazione attraverso un mutuo, rapportando i redditi ai prezzi degli immobili e ai tassi d’interesse, è sceso a 96,1 nel 2024, al di sotto della soglia di equilibrio di 100. Pesano su questo dato, secondo l’Osservatorio, la crescita dei prezzi nelle province costiere e ad alta attrattività turistica – Firenze e Lucca in testa -, l’aumento contenuto dei redditi, il rialzo dei tassi di interesse sui mutui successivo alla guerra in Ucraina e mai riassorbito. Non sorprendentemente, le fasce di popolazione più esposte al rischio di esclusione dal mercato dell’acquisto sono giovani, famiglie monoreddito e lavoratori e lavoratrici precari.

Il patrimonio Erp non basta a coprire il fabbisogno

In ambito Erp, la domanda rimane superiore all’offerta: la Toscana conta 50.130 alloggi, dato sostanzialmente stabile da anni, e il sistema regionale riesce a coprire circa il 70% del fabbisogno che ammonta a 65.282 famiglie (le famiglie in Erp più le domande ammesse in graduatoria, pari a 19.922 nuclei familiari). La copertura scende al 40% se si considerano tutte le famiglie che avrebbero i requisiti per accedere all’Erp (stimati 114.105 nuclei con Isee inferiore a 16.500 euro e senza proprietà di casa). L’89% degli alloggi Erp è occupato con regolare contratto di locazione. Il 9,5% risulta sfitto (4.763 alloggi) e l’1,4% è occupato senza titolo o abusivamente. L’età media del patrimonio Erp della Toscana – 51 anni – indica la necessità di interventi di manutenzione continui.

“In queste settimane sentiamo annunci roboanti sul famoso piano casa di cui non sappiamo ancora nulla, né per quanto riguarda l’entità delle risorse, né per quanto riguarda la modalità e le tempistiche con cui potrebbero atterrare sui nostri territori”, accusa Alessandra Nardini, assessora alla casa della Regione Toscana, secondo cui “il governo sta mandando un messaggio chiaro: se sei povero, se non lavori, se sei disoccupato, se non hai una casa è colpa tua e te la devi cavare da solo”. Al centro delle accuse di Nardini, l’azzeramento del fondo affitti e del fondo morosità incolpevole.

La Regione annuncia nuovi interventi

Dal canto suo, la Regione rivendica di aver stanziato tra il 2019 e il 2025 51 milioni di euro per la manutenzione straordinaria di circa 2.500 alloggi Erp, con 9 milioni destinati al ripristino di alloggi sfitti. Il Piano complementare al Pnrr ha destinato alla Toscana 93 milioni di euro per efficientamento energetico e miglioramento sismico del patrimonio pubblico, con uno stato di avanzamento del 90% e oltre 82 milioni già erogati. Due bandi per l’acquisizione di alloggi sul mercato hanno mobilitato 16 milioni di euro, portando all’aggiunta di circa 150 alloggi al patrimonio Erp. Un bando attivo, finanziato con 29,5 milioni, punta a realizzare circa 200 nuovi alloggi.

Inoltre, ha annunciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, “abbiamo in qualche modo rivisto tutta una serie di progetti e di capitoli spesa dai fondi europei e abbiamo concentrato 58 milioni che ora tradurremo in interventi e buone pratiche sulla casa”. Per Giani “l’aspetto principale è concentrarsi sul creare le condizioni di housing sociale e affitti agevolati per quella fascia che io chiamo ‘fascia arancione’, di coloro che hanno da 16.000 a 31.000 di reddito Isee, ovvero le persone normali che hanno il loro stipendio sempre più compromesso dall’aumento dei prezzi, e che proprio per questo hanno bisogno di affitti agevolati”.

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