Edoardo Rixi, viceministro alle infrastrutture e ai trasporti
“Lo Stato non ha messo i soldi per la Darsena Europa di Livorno? Ma se abbiamo stanziato da anni 200 milioni… La progettazione delle opere è in ritardo? La Regione ne chieda conto al “suo” commissario (ndr Luciano Guerrieri)”.
Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti con delega ai Porti, Edoardo Rixi, ha letto l’intervista rilasciata dal presidente della Toscana Eugenio Giani a “T24” e risponde per le rime. “La Regione non ha colpe. Io credo che adesso lo Stato debba dare una dimostrazione più concreta del proprio impegno. Sottolineo che le risorse stanziate a livello statale appartengono alla fase precedente a questo governo” aveva detto Giani (qui l’intervista completa https://www.t24economia.it/art/reindustrializzare-la-toscana-ci-sono-550-milioni-stanziati-per-i-bandi). Aggiungendo: “Il fatto che questo governo non abbia ancora impegnato un euro per quest’opera mi fa pensare”. “Chi sostiene che lo Stato non investa su Livorno ignora i dati concreti” risponde ora Rixi.
Perché la Regione non ha denunciato prima i problemi?
Viceministro Rixi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani è preoccupato per i ritardi del progetto Darsena Europa e vede lo “zampino” di Genova, che così frenerebbe un possibile competitor del sistema portuale. Inoltre, vi striglia perché non avete messo soldi. Può chiarire cosa ha fatto il governo per questo progetto e cosa farà?
“Siamo noi per primi ad essere preoccupati per i ritardi della Darsena Europa. Proprio per questo il Governo ha deciso di intervenire in modo diretto. Quando un’opera strategica entra in difficoltà, il Ministero dei Trasporti non alimenta polemiche: cambia passo. Nella scelta del precedente commissario, il governo di centrosinistra evidentemente non ha tenuto conto della complessità dell’intervento. Da qui la decisione di nominare un nuovo commissario, il prefetto Dionisi, per garantire maggiore efficacia, coordinamento e rispetto degli impegni.
Anche per questo, abbiamo attivato una commissione ispettiva per fare chiarezza. Stupisce quindi che oggi si sollevino accuse nei confronti di questo Governo, quando la Regione Toscana, con la propria intesa, ha contribuito alla nomina del Presidente dell’Adsp e Commissario senza mai rappresentare formalmente le criticità che ora denuncia. Le infrastrutture non si governano a distanza, né con dichiarazioni alla stampa. Il Ministero ha fatto la sua parte con 200 milioni di euro”.
Senza la cabina di regia il progetto oggi sarebbe fermo
Il Governo conferma la centralità strategica del Porto di Livorno nel sistema portuale nazionale?
“Certamente, e senza alcuna ambiguità. E il Ministero dei Trasporti è in prima linea per rafforzare questa centralità. Parliamo di uno scalo strategico con oltre 15 milioni di tonnellate di merci, che è leader nazionale nel Ro-Ro con 7,6 milioni di tonnellate, che è quarto per container con oltre 4 milioni di tonnellate e che segna una crescita +13,9%, il primo porto italiano per traffico traghetti con 1 milione di passeggeri.
A questi numeri corrispondono cantieri reali: sono in corso le opere a mare e i dragaggi della Darsena Europa, il consolidamento delle vasche di colmata, la bonifica bellica già completata e l’avanzamento dei lotti funzionali dell’opera. Il problema reale esiste su connessioni ferroviarie, stradali e seconda vasca di colmata. Opere decisive per la competitività dello scalo di cui mancano i progetti. Prima delle coperture, Regione Toscana dovrebbe chiedere conto al ‘suo’ commissario di ciò che non c’è. Senza l’attuale cabina di regia, fortemente voluta dal Governo e coordinata dal prefetto Dionisi, oggi l’iter per la progettazione sarebbe fermo. Tragga lei le conclusioni”.
Per il cold ironing di Livorno abbiamo messo 45,5 milioni
Sono previsti nuovi investimenti statali o Pnrr specifici per Livorno nei prossimi anni?
“Chi sostiene che lo Stato non investa su Livorno ignora i dati concreti. Il Ministero dei Trasporti finanzia interamente il nuovo Port Community System con 1 milione di euro, uno strumento strategico per digitalizzare e velocizzare i traffici portuali. Sulla transizione ecologica gli impegni sono altrettanto concreti: per il “cold ironing” destinato alle navi container tra Darsena Toscana e Darsena Europa 25 milioni di euro, di cui 16 a carico del Ministero; per il cold ironing dedicato al traffico crocieristico e Ro-Ro passeggeri lo Stato copre quasi l’intero investimento, con 29,5 milioni su un totale di 30,2 milioni.
A queste risorse si aggiunge il contributo del Mit di 3,5 milioni di euro per il nuovo punto di ingresso frontaliero della Darsena Toscana. Si tratta di fondi stanziati e di opere in fase di realizzazione: investimenti concreti che confermano l’attenzione dello Stato per Livorno e per il suo sviluppo strategico”.

Ciascun porto del Tirreno ha il suo ruolo
Come si inserisce Livorno nella competizione con gli altri porti del Tirreno (Genova, La Spezia, Civitavecchia)?
“La sfida non è tra città del Tirreno, ma tra l’Italia e i grandi hub globali. Livorno, Genova, La Spezia e Civitavecchia sono porti strategici, non avversari. I numeri aiutano a capire i ruoli: Genova vale 2,4 milioni di Teu ed è il secondo porto container del Paese; La Spezia supera 1,2 milioni di Teu, con una forte vocazione intermodale; Livorno, con 663 mila, è il quinto porto italiano per container e leader nazionale nel traffico ro-ro; Civitavecchia ha un profilo diverso, più orientato a passeggeri ed energia. Funzioni diverse, un’unica strategia. È questa la logica della riforma dei porti e della regia nazionale che stiamo portando avanti: fare sistema, coordinare investimenti, collegare i porti alle grandi rotte intercontinentali”.
L’avanzamento delle opere è al 16 per cento
A che punto sono i collegamenti ferroviari del porto con l’interporto Vespucci e il resto del Paese?
“I collegamenti ferroviari del porto di Livorno stanno avanzando in modo concreto. È in corso la realizzazione dello scavalco della linea Genova–Roma a Calambrone, un’opera strategica per collegare direttamente il porto all’Interporto Vespucci. Il progetto di connessione alla rete nazionale ha già ottenuto il parere positivo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre la bretella Pisa–Firenze/Vada–Collesalvetti è attualmente in fase di istruttoria ambientale.
L’avanzamento è oggi al 16%, col 40% delle risorse già impegnate. La prima fase dell’intervento sarà operativa già nel 2028. La priorità è chiara: completare la Darsena Europa e rendere più efficienti e competitivi i collegamenti ferroviari e stradali, così da rafforzare il ruolo dell’Italia come primo hub logistico del Mediterraneo. In questa strategia, Livorno è centrale quale snodo fondamentale del corridoio scandinavo–mediterraneo della rete Ten-T”.
Agli operatori livornesi chiedo fiducia e collaborazione
A Livorno si guarda con speranza ma anche con preoccupazione ai molti ostacoli che si frappongono al pieno sviluppo del porto: che messaggio vuole mandare agli operatori portuali e alla città?
“Agli operatori portuali e alla città di Livorno voglio dire con chiarezza che il futuro si costruisce con cantieri aperti, investimenti certi e una collaborazione leale tra istituzioni, imprese e comunità. Il Ministero dei Trasporti è impegnato a fare la propria parte con serietà e concretezza. Al presidente Giani ribadisco che da parte nostra c’è, e ci sarà sempre, piena disponibilità al confronto. Crediamo però che il rapporto tra Regione Toscana e Ministero debba fondarsi su un dialogo diretto, franco e istituzionale, come è avvenuto in occasione della scelta del presidente Gariglio. Le questioni strategiche per il futuro dei porti e dei territori si affrontano nei luoghi del confronto istituzionale”.
Cristiano Meoni