Nonostante la stretta protezionistica degli Stati Uniti, l’artigianato toscano continua a resistere e le esportazioni verso il mercato americano risultano in crescita del 10,6%. È quanto emerge dai dati diffusi da Confartigianato Imprese Toscana, che mette in evidenza il caso regionale come controtendenza rispetto al quadro nazionale, dove negli ultimi otto mesi le Pmi italiane hanno registrato una contrazione media del 10,4% delle vendite verso gli Usa, pari a una perdita complessiva di 1.293 milioni di euro. Il rallentamento colpisce anche alcuni settori di punta del Made in Italy, dai mobili, in calo del 16,2%, all’agroalimentare, che segna -16%.
“Nonostante la stretta protezionistica, l’artigianato toscano resiste”, ha dichiarato il presidente di Confartigianato Toscana Ferrer Vannetti. “La qualità delle produzioni toscane – ha detto -, la flessibilità e la reattività delle imprese, sono elementi fondamentali che difendono la nostra economia dalle barriere tariffarie e dalle fluttuazioni monetarie“. Ma, ha avvertito, “non possiamo abbassare la guardia”. Tra i fattori di rischio indicati da Vannetti ci sono la svalutazione del dollaro, pari al -9%, il rallentamento dei commerci e le tensioni energetiche legate alle crisi internazionali. “Le imprese toscane cercano di reagire alle congiunture negative ma non possono essere lasciate sole”.
Dunque, secondo il presidente regionale di Confartigianato, “è urgente attivare misure di accompagnamento e incentivi specifici per la diversificazione dei mercati e il consolidamento delle filiere. Chiediamo un impegno deciso e coordinato da parte del Governo e degli attori strategici in grado di sostenere le imprese nei processi di innovazione e internazionalizzazione, ha concluso Vannetti, richiamando la necessità di rafforzare il vantaggio competitivo delle produzioni toscane e di proteggere il patrimonio economico e sociale rappresentato dalle aziende nei territori. (lt)