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Impresa

22 aprile 2026

ErreDue, commessa da 900 mila euro per impianto in Uganda

Sarà impiegato nei trattamenti termici dell’acciaio di un’attività siderurgica. L’azienda di Livorno: “Focus sui mercati emergenti”.

Francesca Barontini, amministratore delegato di Erredue

Francesca Barontini, amministratore delegato di Erredue

ErreDue ha firmato una commessa da circa 900 mila euro per la fornitura di un impianto di produzione di idrogeno green destinato a uno stabilimento siderurgico in Uganda. Per la società di Livorno, attiva nelle soluzioni on-site per gas tecnici, si tratta di un nuovo passaggio nell’espansione all’estero e di un segnale per la filiera toscana delle tecnologie industriali.

Il contratto riguarda due elettrolizzatori alcalini modello G75 da 250 kW ciascuno, per una capacità complessiva di circa 0,5 MW. L’impianto, che dovrà essere consegnato entro fine settembre 2026, produrrà fino a 55 tonnellate annue di idrogeno ad elevata purezza e sarà impiegato nei trattamenti termici dell’acciaio, nei processi di ossidoriduzione. Secondo quanto indicato dalla società, la soluzione sostituirà le forniture tramite bombole, con effetti attesi su sicurezza, logistica e costi operativi.

Francesca Barontini, amministratore delegato di ErreDue, ha spiegato la portata industriale dell’operazione:

“Questo progetto segna un’evoluzione significativa nell’applicazione dell’idrogeno nel settore industriale. La collaborazione con un primario player internazionale del settore siderurgico, fortemente orientato all’innovazione e all’efficientamento, ci consente di contribuire in modo tangibile alla decarbonizzazione dei processi, migliorandone al contempo performance e sostenibilità. Le nostre soluzioni si dimostrano sempre più strategiche non solo in Europa, ma anche nei mercati emergenti, dove cresce la domanda di tecnologie affidabili e scalabili. In questo scenario, l’idrogeno, infatti, non rappresenta soltanto un vettore chiave per la transizione energetica, ma anche una risorsa fondamentale per l’ottimizzazione e l’innovazione dei processi industriali, come dimostrato dal suo impiego nei trattamenti metallurgici e in numerose applicazioni produttive avanzate in settori hard-to-abate”.

Per la manifattura toscana, la commessa conferma la capacità di alcune imprese regionali di competere su progetti ad alta intensità tecnologica e con sbocco internazionale. Un fronte che intreccia export, transizione energetica e applicazioni industriali dell’idrogeno, con ricadute potenziali sul posizionamento di Livorno e del territorio nelle tecnologie per l’industria pesante. (em)

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