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19 febbraio 2026

Firenze: l’Opera del Duomo restaura il campanile di Giotto e investe (anche) nelle case per residenti

Dai biglietti l’istituzione incassa 31 milioni di euro. In corso interventi per 60 milioni. Interesse per l’acquisto di altre abitazioni.

Silvia Pieraccini
Campanile di Giotto, Firenze. courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto di Fabio Muzzi

Campanile di Giotto, Firenze. courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto di Fabio Muzzi

L’Opera di Santa Maria del Fiore – storica istituzione deputata alla conservazione e valorizzazione del complesso monumentale del Duomo di Firenze – avvia il restauro di uno dei suoi gioielli, il Campanile di Giotto, che dal 9 marzo sarà coperto in larga parte da un ponteggio, che si abbasserà via via che i lavori andranno avanti, fino a scomparire tra quattro anni. L’intervento, diretto a rimediare a disgregazioni, distacchi, lesioni e fratture del marmo bianco e del serpentino verde di Prato che rivestono l’esterno, costerà sette milioni di euro, finanziati con gli introiti da biglietti. Il Campanile resterà sempre visitabile.

Progetto del ponteggio del cantiere di restauro del Campanile di Giotto – Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore/TSA Tecno System Appalti, Roma

Il restauro dell’ex Collegio Eugeniano

L’operazione, come ha spiegato in una conferenza stampa il presidente Luca Bagnoli, si aggiunge ad altri due investimenti immobiliari-culturali che l’Opera ha in corso. Il primo è la ristrutturazione, ormai arrivata alla fase conclusiva, dell’ex Collegio Eugeniano, realizzato nel Trecento (era il primo nucleo dell’Università di Firenze), 1.600 metri quadrati all’angolo tra via dello Studio e via del Corso, a pochi metri dal Duomo, dove entro la primavera saranno trasferiti un centinaio di dipendenti dell’Opera (a cui si aggiungono i custodi, gli addetti alla sorveglianza e alla biglietteria, per un totale di 122).

Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore

Quindici case per l’affitto (lungo) ai residenti

Nei 1.500 metri quadrati di uffici attuali, che si libereranno in piazza Duomo, l’Opera realizzerà una quindicina di abitazioni destinate ad essere affittate ai residenti “a prezzi di mercato”, ha spiegato Bagnoli precisando che il mercato di riferimento non è quello turistico, ma neppure quello delle case popolari: il prezzo si aggirerà sui 12-13 euro al metro quadrato. Un appartamento di 60 metri quadrati costerà circa 800 euro al mese. Il requisito indispensabile è essere residente: “Siamo ben contenti dei flussi turistici che arrivano a Firenze – ha spiegato il presidente – ma la permanenza dei fiorentini in centro storico è anche nell’interesse di chi vive di turismo e per noi, che non siamo un ente di beneficenza ma abbiamo a cuore la città, rappresenta un valore sociale”. L’investimento per l’ex Collegio Eugeniano e le abitazioni si aggira sui 13 milioni di euro.

Il Museo dell’Opera raddoppia gli spazi

Infine, la terza operazione riguarda Palazzo Compagni, acquistato un paio di anni fa e oggetto di completo restyling diretto a raddoppiare il Museo dell’Opera, col quale confina: passerà da seimila a 11mila metri quadrati, e potrà ospitare opere in prestito da altre Diocesi, oppure conservate nei depositi, sala convegni e un bar-ristorante con affaccio sulla Cupola del Brunelleschi e sul giardino interno. L’intervento complessivo vale 40 milioni di euro e sarà concluso entro il 2030. Il progetto è di Guicciardini & Magni Architetti.

Investimenti per 60 milioni di euro

“In totale investiamo 60 milioni di euro, tutti finanziati da noi che non abbiamo nè contributi pubblici né privati – ha detto Bagnoli – e lo facciamo per conservare e restaurare il complesso monumentale del Duomo, ma anche per sottrarre edifici come Palazzo Compagni e l’ex Collegio Eugeniano alla speculazione immobiliare, e per diversificare i nostri introiti. La pandemia ci ha insegnato che è rischioso dipendere esclusivamente dai biglietti, vogliamo incrementare gli investimenti nel patrimonio immobiliare in modo da avere entrate anti-cicliche come quelle degli affitti”. L’Opera, peraltro, si dice disponibile ad acquistare altri immobili storici da destinare ai residenti.

Dai biglietti incassati 31 milioni di euro

Nel 2025 l’Opera di Santa Maria del Fiore ha incassato 33 milioni di euro, di cui 31 in arrivo da 1,4 milioni di biglietti venduti per l’ingresso alla Cupola del Brunelleschi, al Campanile di Giotto, al Battistero di San Giovanni, al Museo dell’Opera del Duomo e a Santa Reparata. L’ingresso alla basilica di Santa Maria del Fiore resta gratuito ma dal 2027 – ha annunciato Bagnoli – entrerà in vigore un sistema di prenotazione per evitare le code all’esterno che, anche in questi giorni di febbraio, sono lunghe.

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Silvia Pieraccini

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