Reway Group archivia il 2025 con una crescita a doppia cifra dei principali indicatori economico-finanziari e un portafoglio ordini superiore al miliardo di euro. Nel progetto di bilancio il valore della produzione si attesta a 278,3 milioni di euro, in aumento del 19,8% rispetto ai 232,3 milioni del 2024, sostenuto sia dalla crescita organica sia dal contributo delle società acquisite. L’Ebitda raggiunge i 49,6 milioni di euro (+16,4%), con una marginalità del 17,8%, mentre l’Ebit si porta a 38,7 milioni (+18,6%), pari al 13,9% dei ricavi. L’utile netto cresce del 20,7% a quota 21,6 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto si mantiene sostanzialmente stabile a 68,2 milioni di euro, mentre il patrimonio netto consolidato sale a 111,4 milioni di euro.
Il backlog ordini per il gruppo che ha sede a Licciana Nardi, e che opera nel settore del risanamento e della manutenzione delle infrastrutture di trasporto, raggiunge quota 1.024 milioni di euro e garantirà effetti sui prossimi cinque esercizi, rafforzando la visibilità dei ricavi in un contesto di mercato che il gruppo definisce ormai strutturale. Nel corso dell’esercizio, il gruppo ha acquisito nuove commesse per oltre 246 milioni di euro, con interventi rilevanti nei settori stradale, autostradale, ferroviario e, per la prima volta, portuale. Tra le operazioni più significative figurano lavori sul nodo ferroviario di Bovisa a Milano, interventi di manutenzione ferroviaria su più lotti nazionali e attività nelle stazioni di Firenze Santa Maria Novella e Bologna Centrale.
Il management prevede di proseguire nel percorso di crescita
“Il 2025 ha rappresentato per Reway Group un ulteriore anno di significativa accelerazione, chiuso con risultati economico-finanziari in forte crescita per tutti i principali indicatori”, ha commentato il presidente e amministratore delegato Paolo Luccini. “Operiamo in ambiti strategici – ha aggiunto -, al centro di importanti piani di investimento a livello nazionale: un contesto che ci permette di guardare al futuro con fiducia e di contare su una significativa visibilità dei ricavi per i prossimi cinque anni”.
Guardando al 2026, il gruppo segnala un contesto caratterizzato da stabilità dei prezzi delle materie prime, ma con possibili pressioni legate al costo dell’energia, anche in relazione alle tensioni geopolitiche. In questo scenario, il nuovo Codice dei contratti pubblici, con meccanismi di revisione automatica dei prezzi oltre determinate soglie inflattive, rappresenta un fattore di mitigazione del rischio. Il management prevede infine di proseguire nel percorso di crescita, con il rafforzamento della forza lavoro e un ulteriore sviluppo della managerializzazione, sostenuto dall’elevato livello di attività e dalle prospettive del mercato infrastrutturale italiano. (lt)