Dal 7 aprile c’è una stretta sull’utilizzo del termine “artigianato”, che diventa prerogativa esclusiva delle imprese iscritte all’Albo: la misura è contenuta nella Legge annuale sulle piccole e medie imprese e introduce, per la prima volta, un sistema sanzionatorio significativo contro gli usi impropri della qualifica. Per ogni violazione è prevista una multa pari all’1% del fatturato, con una soglia minima di 25.000 euro. “Finalmente viene fatta chiarezza e tutelato il valore del vero lavoro manuale – afferma il presidente di Cna Firenze Metropolitana, Francesco Amerighi -, restituendo dignità e certezza a chi investe sulla qualità reale e non solo sulle etichette”.
La nuova legge stabilisce che il riferimento all’artigianato non potrà essere utilizzato da soggetti non iscritti all’Albo o da imprese che, pur registrate, non svolgono direttamente attività produttiva. Il divieto si estende alla denominazione sociale, all’insegna, al marchio e alle attività di promozione e commercializzazione. Un bar che definisce “artigianale” un prodotto realizzato internamente, ad esempio, non potrà più utilizzare tale denominazione se non iscritto all’Albo.
Sul territorio, le organizzazioni di rappresentanza chiedono un adeguamento rapido delle normative regionali. Cna Toscana e Confartigianato Toscana hanno inviato una lettera al presidente della Regione Eugenio Giani e all’assessore allo sviluppo economico Leonardo Marras per sollecitare l’applicazione immediata delle nuove disposizioni. La richiesta è che l’adeguamento regionale avvenga con rapidità, evitando di subordinarlo a eventuali revisioni della normativa quadro. (lt)