Game over per i tentativi di far traslocare via dal porto di Piombino il rigassificatore Italis Lng di Snam: nel decreto legge 32/2026, intitolato ‘Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni’, all’articolo 9 comma 5, viene riproposto integralmente il testo dell’emendamento al Dl Milleproroghe che era stato proposto da due deputati di Forza Italia, e che non era stato presentato formalmente per una questione, si disse allora, di tempi tecnici. Si tratta di una proroga ‘sine die’, mancante di un termine temporale specificato.
Il testo della nuova norma di proroga
“Allo scopo di assicurare la continuità degli approvvigionamenti funzionali alla sicurezza energetica nazionale – si legge -, gli impianti di rigassificazione di gas naturale liquefatto in esercizio sulla base di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio, in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e per i quali, alla data del 30 giugno 2026, sia stata presentata un’istanza di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione, anche in altro sito, continuano a operare sulla base dell’originaria autorizzazione e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, fino alla conclusione del procedimento di rinnovo, proroga o nuova autorizzazione”.
Il provvedimento contempla anche il fatto che rimane teoricamente aperta, in un futuro ipotetico e imprecisato, la possibilità di spostare il rigassificatore da Piombino in un’altra location. “Qualora sia prevista la realizzazione di opere per il mantenimento – si legge ancora – ovvero l’esercizio degli impianti di cui al primo periodo in altro sito, l’efficacia dell’autorizzazione originaria e dei correlati atti di assenso, ivi compresa l’autorizzazione integrata ambientale, è prorogata sino all’ultimazione delle opere medesime”.
Per il Pd è “uno schiaffo alla città”
I primi a commentare sono gli esponenti Pd del territorio. “Il colpo di mano del Governo Meloni – accusano -, che con il decreto Infrastrutture ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari”.
Leonardo Testai