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12 marzo 2026

Rifiuti, gli industriali contro la Regione: “Gli scarti che producono energia vanno all’estero perché qui mancano gli impianti”

Confindustria Toscana nord chiede la riapertura del tavolo regionale per l’economia circolare. “Il piano rifiuti non risolve il problema”.

Silvia Pieraccini
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Gli industriali di Prato, Pistoia e Lucca, attraverso la loro associazione Confindustria Toscana nord, sferrano un durissimo attacco alla Regione Toscana, accusata di “impedire di fatto la realizzazione di impianti che consentano di chiudere effettivamente il ciclo dei rifiuti, sia urbani che speciali”.

Il Piano regionale dei rifiuti non risolve il problema

Il problema è antico e si riassume così: vogliamo riciclare il più possibile e stiamo cercando di farlo – dicono gli industriali – ma rimarrà sempre uno scarto (come il pulper nel caso del distretto cartario di Lucca) che deve essere smaltito. In Toscana però è difficile farlo: “Il Piano regionale dei rifiuti varato l’anno scorso elude il problema”, affermano in un comunicato, riferendosi al fatto che quel Piano vieta la costruzione di termovalorizzatori. Fino ad accusare: “In Toscana siamo alla negazione dei principi dell’economia circolare”. E ancora: “E’ un’aberrazione dover portare fuori regione o all’estero scarti che vanno a produrre energia altrove: suona come una beffa, vista l’ennesima crisi energetica in corso“.

Si chiede la riapertura del tavolo regionale per l’economia circolare

Gli industriali ricordano come le criticità siano emerse di recente anche nella commissione Ambiente del Consiglio regionale (nella quale si è ipotizzato di utilizzare le discariche per i rifiuti speciali, come quelle di Monsummano e Serravalle, anche per i rifiuti urbani) e nell’Ambito territoriale ottimale (Ato) Centro dei rifiuti (che ha invocato la chiusura del ciclo per i rifiuti non altrimenti valorizzabili). Per questo, forte delle sollecitazioni che arrivano da più parti, Confindustria Toscana nord chiede la riapertura del tavolo regionale per l’economia circolare, così da affrontare il tema degli impianti e, dicono, anche quello delle sperimentazioni industriali per l’utilizzo di materiali di scarto. “Confidiamo nella sensibilità della Regione per affrontare il tema con rinnovata attenzione”, sottolinea Fabia Romagnoli, presidente di Confindustria Toscana nord.

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Silvia Pieraccini

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