Kayser Italia, l’azienda livornese delle tecnologie per lo spazio controllata da Fae Technology, ha sottoscritto un’intesa con Orbital Paradigm, società spagnola specializzata nello sviluppo di soluzioni per il trasporto spaziale basato su cicli di lancio, operatività in orbita, rientro e riutilizzo dei sistemi. La collaborazione strategica, secondo quanto annunciato, prevede la partecipazione alla missione orbitale ‘Learn to Fly’, in programma nel mese di aprile 2027, nell’ambito dello sviluppo di servizi avanzati per applicazioni in microgravità.
Il payload, ossia il carico tecnologico della missione, sarà focalizzato sullo sviluppo di nuove tecnologie, con particolare attenzione all’utilizzo di piattaforme di rientro, che consentono il recupero a terra di campioni e risultati delle attività svolte in orbita. Tali soluzioni, secondo le aziende coinvolte nel progetto, si inseriscono nella progressiva evoluzione verso modelli commerciali orientati alla gestione e all’utilizzo dell’orbita bassa terrestre, anche in vista del superamento dell’attuale paradigma legato alla Stazione Spaziale Internazionale. Orbital Paradigm, fondata nel 2023, sviluppa veicoli riutilizzabili per il trasporto in orbita, in grado di rientrare sulla Terra: nel gennaio 2026 ha lanciato la sua prima capsula, Kid, mentre una seconda missione è prevista per l’inizio del 2027.
“Questa sinergia accelera la nostra roadmap verso un modello di business ad alto valore aggiunto e scalabile”, afferma David Zolesi, amministratore delegato di Kayser Italia e direttore della Space division del gruppo Fae Technology. “L’accordo con Orbital Paradigm – prosegue – valorizza le competenze maturate da Kayser Italia nel settore spaziale, favorendone l’applicazione nello sviluppo di soluzioni per l’orbita bassa in ambito commerciale. La partecipazione alla missione contribuisce inoltre all’evoluzione delle modalità operative nel contesto post-Iss. La nostra capacità di gestire l’intero ciclo del payload, dal lancio al rientro, ci posiziona come partner strategico in una Space Economy europea che richiede tempi di esecuzione rapidi e ritorni scientifici concreti”. (lt)