La formazione tecnica superiore nelle scienze della vita si conferma un fattore di competitività per il comparto biotech, biomedicale e farmaceutico in Toscana: è il messaggio della seconda edizione degli Stati Generali della Formazione Its, promossa da Fondazione Vita a Firenze con la partecipazione di istituzioni, aziende del campo delle life sciences, studenti. Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati della survey annuale sul fabbisogno formativo delle aziende del settore, realizzata su un campione di 70 imprese tra grandi gruppi e Pmi attive in regione.
Le aziende assumono soprattutto in area qualità
Il 24% delle aziende che operano in Toscana nel campo delle life sciences individua nell’area qualità il principale fabbisogno occupazionale. Seguono ricerca e sviluppo, e impianti e meccatronica farmaceutica, entrambe al 16%, mentre le figure Ict raggiungono il 15%. Più contenuta la domanda relativa alla manutenzione biomedicale, al 13%, al customer service, al 9%, e ai profili green, al 7%. “Investire nella formazione Its – ha commentato Andrea Paolini, presidente di Fondazione Vita – significa valorizzare le competenze dei giovani, colmare il divario tra istruzione e occupazione e sostenere la competitività delle aziende. I nostri percorsi non solo favoriscono l’inserimento lavorativo, ma contribuiscono anche alla crescita personale degli studenti, rendendoli protagonisti consapevoli del proprio percorso professionale”.
Nel confronto tra istituzioni e imprese sono intervenuti rappresentanti del sistema formativo nazionale e regionale e aziende del comparto life sciences. La giornata è stata chiusa dalla consegna dei diplomi agli studenti dei percorsi Bioqualtech, Profarmabio e Biomedtech. Secondo i dati diffusi dalla Fondazione, il tasso di occupabilità raggiunge il 70% per Bioqualtech, l’87% per Biomedtech e il 76% per Profarmabio, con una crescita ulteriore del 10-15% considerando gli studenti che proseguono gli studi universitari. Elevata anche la coerenza tra formazione e impiego: l’87% per Bioqualtech, il 95% per Biomedtech e il 100% per Profarmabio.
“Rispondiamo alle esigenze reali delle aziende”
“La Fondazione Vita – commenta il direttore Stefano Chiellini – si conferma un hub strategico territoriale capace di coniugare le necessità occupazionali delle imprese con percorsi formativi di alto livello, che garantiscono nuove figure professionali altamente specializzate. La riprova del successo delle nostre attività, è l’elevata coerenza dell’occupabilità dei nostri diplomati rispetto ai percorsi, che in alcuni arriva fino al 100%. Un segno inequivocabile che la nostra realtà riesce a rispondere alle reali esigenze delle aziende”. Nel corso degli ultimi anni la Fondazione ha sviluppato una rete di laboratori territoriali grazie a investimenti pari a 5,7 milioni di euro provenienti da fondi Pnrr e Regione Toscana. Tra i progetti realizzati figurano Vita Lab, Bio VitaLab e Life Lab, dedicati alla formazione nei campi chimico, biomedicale, biologico e dell’automazione industriale. (lt)