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12 maggio 2026

Mps, nel primo trimestre 2026 utile di 521 milioni (di poco oltre le attese)

Mediobanca ha contribuito per 216 milioni. Il risultato inferiore alla simulazione perchè “non beneficia di effetti positivi delle imposte”.

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Mps ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile di 521 milioni di euro. Il risultato, superiore alle attese degli analisti (511 milioni), è in crescita rispetto al dato contabile di 413 milioni del primo trimestre 2025, quando il Monte però ancora non consolidava Mediobanca, ma inferiore ai 692 milioni realizzati lo scorso anno su base pro-forma, simulando l’inclusione di Piazzetta Cuccia. Il contributo di Mediobanca sul risultato finale è stato di 216 milioni.

L’utile, spiega una nota, “è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa” mentre, nel confronto su base pro-forma, “non beneficia di effetti positivi delle imposte”. L’utile ante imposte sale infatti a 911 milioni, in crescita del 6,7% anno su anno e del 15,6% rispetto al quarto trimestre.

La trimestrale nel dettaglio

Nel dettaglio, il margine di intermediazione primario ha raggiunto 1,65 miliardi di euro contro i 940,9 milioni di un anno fa. Di questi, 697,1 milioni derivano dall’apporto di Mediobanca. In aumento anche il margine di interesse, salito da 543 milioni a 1,04 miliardi di euro, mentre i ricavi complessivi hanno toccato quota 1,96 miliardi. Mentre il risultato operativo netto è cresciuto a 946,8 milioni di euro rispetto ai 447,7 milioni registrati nei primi tre mesi del 2025. Migliora anche l’efficienza operativa: il cost/income ratio scende al 43,8%, dal 46,5% di inizio anno.

Sul fronte patrimoniale, al 31 marzo 2026 i finanziamenti verso la clientela si attestano a 146,3 miliardi di euro, in aumento di 3,5 miliardi rispetto a fine 2025. Al netto del contributo di Mediobanca, i finanziamenti risultano pari a 82,5 miliardi, in crescita di 3,9 miliardi rispetto a marzo 2025.

Prosegue anche la riduzione dei crediti deteriorati. Le esposizioni deteriorate lorde scendono a 3,7 miliardi di euro, mentre quelle nette calano a 1,8 miliardi rispetto ai 2 miliardi di inizio anno. Sale inoltre la copertura dei crediti deteriorati, passata dal 49,5% al 50,6%. Restano solidi i coefficienti patrimoniali: il Cet1 ratio si attesta al 15,9%, mentre il Total Capital Ratio raggiunge il 17,9%. Il patrimonio netto complessivo del gruppo sale a circa 30,7 miliardi di euro. In crescita anche le attività in titoli, che raggiungono 48,5 miliardi di euro, circa 2 miliardi in più rispetto a fine 2025, soprattutto grazie all’aumento delle attività di trading. (em)

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