“Il terzo operatore bancario nazionale, con capacità distintive e complementari e un forte motore di innovazione che guida una crescita redditizia”. Così si autodescrive Banca Mps presentando ai mercati il suo nuovo piano industriale 2026-2030, nel segno della business combination con Mediobanca, forte di oltre 7 milioni di clienti, e con obiettivi quali un utile netto adjusted pari a 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi nel 2030, con distribuzioni agli azionisti nell’arco di piano stimate in circa 16 miliardi. Un posizionamento che poggia anche su di un buffer di capitale pari a circa 3 miliardi, una leva che “consente ampia flessibilità strategica per valutare nuove opportunità sia di crescita che di remunerazione agli azionisti”.
“Vi presentiamo un gruppo unico, fondato su radici profonde e ora proiettato verso nuove frontiere” e con “un orizzonte nuovo”, ha affermato l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, in avvio di presentazione del piano industriale agli analisti. Mps è “un gruppo che ha ormai raggiunto dimensioni europee – ha aggiunto – con la solidità necessaria per cogliere nuove opportunità di crescita del valore sia in Italia che all’estero”. Le attività propedeutiche alla fusione per incorporazione di Mediobanca e il conseguente delisting della medesima sono in corso. Le attività di corporate & investment banking e private banking a servizio della clientela di fascia alta saranno trasferite in una società non quotata posseduta al 100% da Mps, che manterrà la denominazione di Mediobanca Spa: in questa società sarà ricompresa anche la partecipazione in Generali.
Assunzioni nella rete commerciale (ma il digitale crescerà)
Il piano industriale prevede mille nuove assunzioni da qui al 2030, mentre non sono citate le uscite previste. “La nostra priorità immediata – ha detto Lovaglio – è chiara. Fidelizzare, rafforzare i nostri banker, i nostri private banker e i nostri talenti commerciali, garantendo al contempo continuità e stabilità nei rapporti con i clienti. Stiamo investendo in modo decisivo in formazione in percorsi di carriera interaziendali e nello sviluppo delle leadership per formare la prossima generazione di banker, consulenti e specialisti, con oltre mille nuove assunzioni focalizzate su ruoli commerciali che creano valore, insieme a un’ampia riqualificazione e ridistribuzione”.
Ma accanto alle persone ci saranno, sempre di più, anche i computer. La chiave per Mps sta nell’ambizione di costruire una ‘Conversational Bank’, con un contact center disegnato per risolvere il 90% delle richieste senza intervento umano. La digitalizzazione dei processi, gli strumenti di collaborazione interna e la formazione di tutto il personale su Ai, data e cyber completano una strategia che punta a spostare l’engagement su canali digitali ad alta intensità relazionale, mantenendo però il ruolo centrale delle reti fisiche e dei ruoli commerciali, verso cui è indirizzato l’80% delle nuove assunzioni previste dal piano. “Stiamo fornendo ai nostri dipendenti – ha spiegato Lovaglio – gli strumenti per guidare la trasformazione. Il 100% dei colleghi è coperto da programmi di formazione dedicati per sviluppare competenze nell’ambito dell’intelligenza artificiale, i dati e la sicurezza informatica, l’eccellenza nella consulenza, le competenze che definiranno il futuro dei nostri servizi finanziari”.
Intelligenza artificiale per la trasformazione
Nel nuovo piano 2026‑2030 la nuova Bmps‑Mediobanca fa dell’intelligenza artificiale e dell’engagement digitale il perno della trasformazione industriale, con 1 miliardo di investimenti It destinati per l’80% a digitalizzazione e potenziamento dell’intelligenza artificiale del gruppo. La banca punta a una piattaforma unificata, con data platform interna, architettura ibrida cloud/on‑premise e soluzioni basate sull’Ai che dovranno aumentare produttività e qualità del servizio in tutte le linee di business. Tra gli obiettivi misurabili figurano il 100% dei colleghi formati su Ai, un +20% di produttività It grazie a software engineering assistito da Ai, un +20% di produttività dei relationship manager e una riduzione del 20% dei tempi nei controlli di credito.
Sul fronte dell’engagement con la clientela, il piano disegna una rete omnicanale potenziata da capacità digitali avanzate, con una spinta decisa verso app e canali remoti, journey self‑service e advisory a distanza, supportati da motori di raccomandazione e insight predittivi. L’obiettivo è portare la quota di clienti “digitalmente attivi” dall’odierno 60% al 70% nel retail e all’80% nel corporate entro il 2030, aumentando al contempo l’efficacia commerciale attraverso personalizzazione Ai‑driven di offerte e contenuti. Nel credito alla famiglia, l’Ai viene integrata al cuore del processo mutui: scoring automatizzato e oggettivo, mutui pre‑approvati, time‑to‑yes ridotto da 25 a 7 giorni, portale digitale per il monitoraggio in tempo reale delle pratiche.
Meloni: “Il ruolo del governo è terminato”
Con il fischio d’inizio della nuova era di Mps il governo annuncia un passo indietro sostanziale. “Il ruolo del governo è terminato”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Bloomberg, ricordando che la quota residua del 4,9% “chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un’influenza significativa sulla governance”, e che dunque l’esecutivo “non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza”. Le dichiarazioni di Meloni sono state criticate dalle opposizioni per essere state rese a borse aperte. E in Piazza Affari il titolo di Mps, già pesante al mattino, ha chiuso la giornata di contrattazioni con un -6,76%.
Il giorno prima della presentazione del piano, il nome di Lovaglio è comparso nella ricostruzione della Procura di Milano nel corso dell’audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, audizione nella quale i magistrati hanno ricostruito le fasi dell’inchiesta sulla scalata di Mps a Mediobanca che vede indagati, oltre all’ad, anche Francesco Milleri (Delfin) e Francesco Gaetano Caltagirone. Lovaglio, secondo la Procura, “ha dato un supporto materiale fondamentale al concerto” tra Delfin e Caltagirone, non dichiarato, per la scalata a Mediobanca finalizzata a conquistare il controllo di Generali, operazione tentata “sin dal 2019”.
Leonardo Testai