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21 aprile 2026

Pensione in ritardo a causa del “ponte” del Primo Maggio: accredito bancario solo il 4

L’Anap Confartigianato Toscana protesta per la “bancabilità” differita: “Tanti pensionati hanno spese nei primi giorni del mese”.

Carlo Pellegrino

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Accadrà venerdì 1° maggio, poi di nuovo venerdì 1° gennaio 2027. Le disposizioni dei pagamenti delle pensioni, previste il primo giorno di ogni mese, mettono a nudo una fragilità strutturale che non è più possibile ignorare. Mentre chi riceve l’accredito tramite Poste Italiane vedrà con ogni probabilità le somme già sabato 2 maggio, centinaia di migliaia di pensionati solo in Toscana che si appoggiano agli istituti bancari dovranno attendere fino a lunedì 4 maggio. È una questione di giorni di bancabilità, si dice tecnicamente, ma anche un problema concreto per chi non ha margini di liquidità.

La denuncia di Anap Confartigianato Toscana

A lanciare l’allarme è stata Anap Confartigianato Toscana, l’Associazione Anziani e Pensionati di Confartigianato Imprese, segnalando che le pensioni di maggio 2026 saranno pagate tramite banca solo il 4 maggio. La questione, secondo Anap, riguarda 9,8 milioni di italiani. Lo slittamento, dovuto agli incroci di calendario e alle norme sui cosiddetti “giorni di bancabilità”, colpisce la fascia più fragile della popolazione, costretta a fare i conti con una liquidità ridotta proprio nei giorni di maggiore necessità, quando si devono pagare affitti e bollette. «I pensionati non possono essere trattati come l’ultima priorità del Paese», ribadisce Anap, chiedendo interventi strutturali affinché simili ritardi non si ripetano, garantendo rispetto a chi ha contribuito per una vita intera alla crescita dell’Italia.

Il mondo cambia, la norma no

«Nonostante le proteste di gennaio, quando si erano verificati ritardi analoghi, anche se solo di un giorno, poiché l’1 cadeva di giovedì, le istanze dei pensionati non sono state ascoltate», dichiara il presidente di Anap Toscana, Angiolo Galletti. «Lo Stato italiano continua a ignorare le esigenze dei più fragili, di chi ha una pensione minima e fatica ad arrivare a fine mese – aggiunge – Una vecchia disposizione dice che bisogna pagare il primo giorno bancabile, ma ormai è una norma fuori dal tempo».

Galletti punta il dito contro l’immobilismo istituzionale: «La norma non cambia, ma il mondo sì. Oggi ci sono le domiciliazioni bancarie che non aspettano la burocrazia. Avevamo sollevato il problema qualche mese fa, ma è rimasta lettera morta: non c’è stata alcuna volontà di intervenire. È rimasto solo un comunicato stampa. Serve un intervento dell’Inps».

L’anacronismo dei giorni bancabili

Il presidente Galletti conclude: «Un giorno di festa come venerdì 1° maggio è un caso limite, ma se è sabato 1° o domenica 1° il problema si ripresenta, anche se con meno giorni di ritardo. In molti Paesi dell’Unione Europea, se la data di pagamento cade in un festivo, l’accredito viene anticipato. Chiediamo alle istituzioni di attivarsi per superare queste disposizioni anacronistiche a difesa dei più fragili». E tra otto mesi, venerdì 1° gennaio 2027, si ripresenterà questa anomalia.

In Toscana oltre un milione di pensionati

Secondo i numeri del rendiconto sociale Inps 2024, l’ultimo disponibile, in Toscana i pensionati Inps a dicembre 2024 erano 996.889 (520.204 donne e 476.685 uomini): tra questi 35.819 (12.107 uomini e 23.712 donne) sono beneficiari di pensioni o assegni sociali. A questa platea vanno aggiunte 139.291 persone (54.224 uomini e 85.067 donne) con pensioni di invalidità civile o indennità di accompagnamento. Considerando anche le altre forme previdenziali, il totale dei beneficiari di pensioni in Toscana sale a 1.153.410 (515.058 uomini e 638.352 donne).

Gli importi medi degli assegni

Entrando nel dettaglio delle pensioni previdenziali IVS (vecchiaia, anticipate, invalidità e superstiti), il sistema regionale mostra una distribuzione fortemente squilibrata sia per tipologia sia per genere. Quelle più alte sono dei dipendenti pubblici: le pensioni di vecchiaia raggiungono 2.087,4 euro per le donne e 3.664,9 euro per gli uomini, contro 2.062,7 e 3.175,3 euro in Italia; le pensioni per anzianità o anticipate sono pari a 2.202,0 euro per le donne e 2.746,1 euro per gli uomini, a fronte di 2.170,1 e 2.818,9 euro in Italia. Nella Gestione separata (lavoratori parasubordinati), gli importi medi mensili risultano i più bassi: le pensioni di vecchiaia si attestano a 855,8 euro per le donne e 1.166,3 euro per gli uomini, a fronte di 919,3 e 1.251,1 euro a livello nazionale.

Scadenze che non aspettano

«Questi valori devono scontrarsi con una realtà economica durissima – spiega Erio Giovannelli, segretario generale Spi Cgil Grosseto – Negli ultimi anni l’inflazione è aumentata di circa il 17% e i prezzi dei prodotti alimentari del 25%, erodendo pesantemente il potere d’acquisto. Per chi vive con questi importi, un ritardo di due o tre giorni non è un dettaglio tecnico, ma un problema concreto. Chi ha scadenze fisse per l’affitto, le bollette o i prestiti si ritrova in una situazione di sofferenza inevitabile».

«Il Governo deve prendere atto di questa questione – conclude Giovannelli – È necessario un intervento che armonizzi i flussi di pagamento per evitare disparità tra cittadini. La protezione sociale deve essere una certezza temporale, specialmente in un momento in cui arrivare a fine mese è diventata un’impresa».

Autore:

Carlo Pellegrino

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